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Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/27989 presentata da FRAGALA' VINCENZO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 20000125

Al Presidente del Consiglio dei ministri ed ai Ministri degli affari esteri, per le politiche agricole e forestali e della difesa. - Per sapere - premesso che: in data 3 novembre 1999 i sottoscrittori della presente interrogazione ne avevano presentata un'altra per segnalare un ennesimo tentativo di sequestro ai danni di un peschereccio di Mazara del Vallo, ad opera di una motovedetta tunisina in acque internazionali e per chiedere che siano fatti rispettare i termini della cooperazione tra Italia e Tunisia, nonche' che siano adottate misure che tutelino i pescherecci italiani in acque internazionali; tuttavia, negli ultimi giorni, nonostante i programmi di cooperazione e la nascita di cooperative italo-tunisine di pescatori, le motovedette tunisine hanno continuato ad imperversare nelle acque internazionali e, servendosi di armi, continuano a compiere atti di pirateria ai danni dei pescatori italiani, che, impotenti, assistono ai sequestri dei loro pescherecci, rischiando le loro stesse vite -: se i Ministri interrogati intendano intervenire in via urgente sulle autorita' tunisine allo scopo di porre fine a tali atti di 'pirateria' e se il Governo non reputi opportuna la revisione degli accordi posti alla base della cooperazione italo-tunisina. (4-27989)

Gli episodi a cui si fa riferimento si collocano nel quadro del lungo contenzioso tra Italia e Tunisia per la pesca nel Canale di Sicilia, e in particolare, nella zona di mare del "Mammellone". Come noto, l'Italia considera quello spazio marino alla stregua di acque internazionali e percio' libere. Per favorirne il ripopolamento ittico e per mantenere rapporti di buon vicinato e di cooperazione nel settore della pesca con i Paesi vicini, vi ha da tempo istituito il divieto di pesca, che si applica solo ai motopescherecci nazionali. Le attivita' di controllo sono affidate alla Marina Militare. La Tunisia considera, invece, tale area come propria "zona riservata di pesca" e pretende di esercitarvi diritti sovrani di giurisdizione. L'Italia ha costantemente contestato la legittimita' della posizione tunisina, con particolare riferimento ai fermi e ai sequestri posti in essere nei confronti di motopescherecci italiani specialmente quando attuati con l'uso della forza. Nella dinamica dei fermi e sequestri operati da Autorita' straniere la questione cruciale che puo' discriminare la legittimita' dell'intervento e' quella di stabilire, al di la' di ogni ragionevole dubbio, l'esatta posizione del battello al momento del fermo o al momento in cui l'unita' di controllo rileva la presenza di un battello straniero in pesca nelle proprie acque territoriali ed inizia legittimamente la procedura di inseguimento prevista dall'articolo 111 della Convenzione sul diritto del mare (Montego Bay) tutto cio' senza pregiudizio del diritto al passaggio inoffensivo (articolo 18). Nella maggioranza dei casi analizzati, il punto nave indicato dal battello da pesca diverge da quello dichiarato dall'unita' di controllo straniera per la quale il battello e' in acque territoriali intento in operazioni di pesca illegale. Cio' rende chiaramente problematico l'accertamento della verita' anche in sede giudiziaria tenuto conto che le Autorita' giudicanti sono generalmente inclini ad accogliere come veritiere le dichiarazioni dell'unita' di controllo, nonostante l'impiego di tutti i mezzi, giudici e diplomatici, utilizzati dalle nostre Autorita' diplomatiche a sostegno del buon diritto dei nostri pescatori. In queste condizioni e' evidente che le azioni di tutela, peraltro fortemente attuate sul piano diplomatico, spesso non hanno successo tranne che nei pochi casi in cui la presenza in zona dell'unita' italiana in vigilanza pesca sia in condizioni di contestare alle Autorita' straniere l'illegittimita' del loro comportamento, sottraendo ad un sicuro sequestro il battello italiano. La certezza del diritto risiede quindi nell'accertamento comune, concordato, della posizione del battello, sia da parte della Tunisia che da parte delle nostre unita' di vigilanza, accertamento che potrebbe essere facilmente effettuato utilizzando la tecnologia satellitare (blue box). Nel corso della terza sessione della Commissione mista, tenutasi a Roma nell'agosto del 1998, sono state poste le basi per ridurre la portata del contenzioso. Le due Parti hanno concordato di suddividere la trattazione delle relative problematiche in tre punti: definizione di intese tecniche tra le rispettive Marine per impedire il ripetersi degli incidenti in mare; avvio di consultazioni a livello di giuristi ed esperti con l'obiettivo di pervenire alla definizione dello "status" giuridico delle acque del Canale di Sicilia con particolare riferimento all'area del "Mammellone"; promozione di iniziative di collaborazione tra gli armatori dei due Paesi, principalmente nella forma delle societa' miste e delle associazioni temporanee d'impresa, per assicurare l'utilizzazione congiunta delle risorse ittiche. Il cammino intrapreso ha aperto la prospettiva del superamento del contenzioso. La firma da parte dei Capi di Stato Maggiore delle due Marine Militari dell'intesa tecnica riguardante misure pratiche destinate ad "evitare gli incidenti in mare ed a facilitare la collaborazione operativa" e le concrete prospettive di accrescere la collaborazione economica grazie allo strumento delle societa' miste - rese possibili dalla modifiche che la Tunisia ha accettato di introdurre nella propria legislazione - dimostrano che e' possibile aprire un concreto percorso di "interessi condivisi" tra i due Paesi in un'area storicamente fonte di attriti e incomprensioni. Per contro, un'eventuale interruzione del dialogo, gia' da tempo iniziato, con la Tunisia e la riconsiderazione dei termini delle intese raggiunte, che hanno prodotto risultati concreti sul piano della cooperazione bilaterale, determinerebbe l'irrigidimento della posizione tunisina con conseguenze ancora piu' negative e penalizzanti per i pescatori italiani. Il processo negoziale andrebbe invece rafforzato al fine di creare un clima di maggior fiducia e confidenza reciproca, sia sul piano bilaterale che nel quadro piu' esteso della cooperazione "Nord-Sud" auspicata dalla Conferenza di Barcellona. Solo con il proseguimento e l'intensificazione del processo negoziale in corso sara' possibile pervenire alla messa a punto di un protocollo d'intesa concernente la gestione dei fermi e dei sequestri, attraverso un accordo che preveda, tra l'altro, un riconoscimento, da parte tunisina, del valore probatorio delle informazioni trasmesse dalla "blue box" - di prossima installazione a bordo delle navi da pesca italiane. I risultati raggiunti potranno consolidarsi e accrescersi. È necessario per questo il costante impegno dei due Governi per assicurare il funzionamento delle intese sottoscritte e la convinta adesione degli operatori per garantire lo sviluppo delle societa' miste. Il Sottosegretario di Stato per gli affari esteri: Rino Serri.



 
Cronologia
mercoledì 19 gennaio
  • Politica, cultura e società
    Muore ad Hammamet, in Tunisia, l'ex leader del Psi, Bettino Craxi, già Presidente del Consiglio dei ministri.

giovedì 3 febbraio
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva il disegno di legge Disposizioni per la parita' di accesso ai mezzi di informazione durante le campagne elettorali e referendarie e per la comunicazione politica (AC 6483), che sarà approvato dal Senato il 18 febbraio (Legge 22 febbraio 2000, n. 28 - par condicio).