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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/02326 presentata da LOSURDO STEFANO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 20000323

I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri ed i Ministri della difesa e dell'interno, per sapere - premesso che: lo stabilimento del genio militare di Pavia e' un'antica e valida struttura che appartiene alla storia dell'Esercito Italiano. Attualmente occupa 320 dipendenti e svolge attivita' di produzione e manutenzione nell'ambito del genio militare e dispone altresi' una collaudata struttura amministrativa; nell'ambito della ristrutturazione del ministero della difesa in data 20 gennaio 1998 veniva decretato che lo stabilimento del genio di Pavia sarebbe passato alle dipendenze del segretario generale e classificato in tabella 'C' senza l'assegnazione di alcun incarico tale da poter avviare un ciclo produttivo; si prevedeva altresi' che le competenze attuali dello stabilimento di Pavia sarebbero state trasferite allo Stabilimento del Genio di Nola; tale situazione allarmava fortemente i dipendenti dell'arsenale di Pavia che, viste le potenzialita' produttive dello stabilimento ipotizzano, nel corso di una assemblea, la riconversione nell'ambito della protezione civile; su tali ipotesi si innestano vertici, riunioni, assemblee e vengono interessati Ministri, Sottosegretari, il prefetto di Pavia, i parlamentari, i sindacati ed i rappresentanti degli enti locali; risulta, altresi', all'interrogante, nell'aprile e nel maggio 1998 una processione di visite allo stabilimento di Pavia da parte del sottosegretario agli interni, con delega della protezione civile professor Franco Barberi, dell'ex Sottosegretario alla funzione pubblica professor Bettinelli, del prefetto di Pavia, dei rappresentanti degli enti locali, del Ministro Andreatta durante le quali si tenta di dar corpo alle ipotesi di passaggio alla Protezione Civile che veniva garantita dal Ministro della difesa Andreatta durante la visita del 30 maggio 1998; seguono mesi di silenzio o di brevi rassicurazioni da parte di esponenti del Governo e del Prefetto sino alla visita del 18 febbraio 1999 delle organizzazioni sindacali e della r.s.u. al prefetto di Pavia per avere notizie su eventuali sviluppi di una vicenda che ormai angoscia i 320 dipendenti dello stabilimento; in tale occasione il prefetto, nel rassicurare i rappresentanti dei dipendenti, illustra il lungo iter burocratico prima di pervenire alla sottoscrizione di una convenzione per il passaggio della struttura alla protezione civile salvaguardando i livelli di occupazione; dopo una ulteriore serie di incontri e di interventi di parte governativa fra i quali e' da ricordare la firma del Ministro della difesa Scognamiglio sotto una dichiarazione di intenti per l'assegnazione dello stabilimento genio di Pavia al dipartimento della protezione civile, passaggio decisivo per trasferire le competenze sull'Arsenale direttamente alla Presidenza del Consiglio si giunge alla data del 20 luglio 1999 nella quale il Sottosegretario alla protezione civile Barberi ed il Sottosegretario alla difesa Abbate firmano una dichiarazione di intenti nella quale viene detto testualmente che entrambi condividono 'la comune volonta' e l'interesse di procedere nel piu' breve tempo possibile al trasferimento alla protezione civile dei due stabilimenti militari (Pavia e Capua) citati in premessa per le finalita' ivi precisate, assumendo l'impegno a promuovere in comune i conseguenti provvedimenti'; dopo la firma di tale dichiarazione di intenti non e' seguito nessun atto conseguente alla stessa ed a distanza di otto mesi cresce sempre piu' l'allarme e la preoccupazione dei dipendenti dello stabilimento che a fronte della certezza della dismissione dello stabilimento da parte del ministero della difesa vedono vanificare sempre piu' le speranze fatte sorgere dal Sottosegretario di Stato per il Coordinamento per la protezione civile ingegner Barberi e dal ministro della difesa rappresentato dal sottosegretario onorevole Abbate con la firma della dichiarazione di intenti -: quali urgenti provvedimenti intendano adottare per dar seguito concreto alla dichiarazione di intenti, come sopra meglio illustrata, al fine di salvaguardare il posto di lavoro di 320 dipendenti dell'Arsenale in una citta' come Pavia ove lo spettro della disoccupazione e' diventata negli anni scorsi sempre piu' una drammatica realta'. (2-02326)





 
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