Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00159 presentata da CARUSO FRANCESCO SAVERIO (RIFONDAZIONE COMUNISTA - SINISTRA EUROPEA) in data 31/05/2006
Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-00159 presentata da FRANCESCO SAVERIO CARUSO mercoledì 31 maggio 2006 nella seduta n.008 CARUSO. - Al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che: il giorno 13 maggio 2006 l'interrogante si è recato in visita presso l'Istituto penitenziario di Secondigliano di Napoli; la visita si è concentrata su Terza sezione dell'infermeria cosiddetto «Terza Psichiatrica» e sul reparto di Osservazione psichiatrica; il reparto di Osservazione psichiatrica nasce da un progetto sperimentale, cominciato oltre tre anni fa, e che di fatto ha determinato lo spostamento di una sezione di un OPG in una struttura penitenziaria ordinaria; tale struttura dovrebbe «trattenere», solo ed esclusivamente per esigenze di osservazione medica, e per non oltre 30 giorni, persone per le quali è necessario approfondire il quadro medico e per decidere se il proseguimento della loro detenzione deve avvenire in un istituto di pena o in un OPG; durante la visita è emerso che i cinque detenuti presenti nella Terza sezione dell'infermeria erano in celle prive di ogni mobile, se non di un letto e un materasso di gommapiuma, senza lenzuola, tavolo, sedie e persino della carta igienica, con la dotazione di una sola coperta e un asciugamano; i bagni di queste celle, di anguste dimensioni, sono in condizioni fatiscenti e igienicamente indecenti; analoga situazione si riscontrava nella sezione dell'Osservazione psichiatrica, dove su circa 18 detenuti presenti, nessuno disponeva di carta igienica, di lenzuola, di tavolo o sedie; pertanto i detenuti sono costretti a mangiare in piedi o in terra; nelle celle non sono presenti vetri alle finestre che rimangono sempre aperte di inverno come in estate; i bagni dell'Osservazione psichiatrica sono sprovvisti di porte e pertanto, laddove in cella vi sono due detenuti ognuno deve effettuare i suoi bisogni fisiologici alla vista dell'altro; le celle sono sprovviste di doccia, che si effettua solo una volta ogni due giorni, e che ciò determina una ulteriore mortificazione alle condizioni personali dei reclusi; nel reparto Osservazione psichiatrica è presente una cella, piuttosto fatiscente, con su scritto «Sala di Coercizione Fisica» dove è presente un letto di contenzione, utilizzato in almeno due occasioni per dichiarazione degli stessi agenti di reparto; pur avendo gli agenti dichiarato che vi è un presidio medico 24/24 H, al momento della nostra visita (effettuata tra le 16.00 e le 18.00) non era in servizio nessun medico psichiatra; il personale degli agenti di polizia non ha nessuna formazione specifica per detenuti con problemi psichici prestando servizio in un istituto penitenziario; in ogni caso nessuna esigenza medica o di sicurezza giustifica la presenza di detenuti in celle prive di vetri alle finestre o privi di carta igienica; ci trova di fronte a palesi violazioni dei principi costituzionali che garantiscono che la detenzione non deve essere contraria al senso di umanità; nessuna delle norme del nuovo regolamento penitenziario appaiono applicate in questi reparti; così come sono gestiti i reparti in questione appaiono avere finalità punitive e non terapeutiche; la costituzione dell'Osservazione psichiatrica doveva avvenire in via sperimentale e che si avvia a divenire invece permanente -: se ritenga opportuno attivarsi per disporre l'immediata chiusura del reparto di Osservazione psichiatrica e della Terza sezione dell'infermeria; di intervenire, nelle more, immediatamente per garantire ai detenuti di questi reparti il rispetto della persona e dei diritti previsti dal nostro ordinamento; di approvare nuove procedure di intervento per i detenuti affetti da disagi psichici che contemplino il pieno rispetto della dignità della persona. (4-00159)
Atto Camera Risposta scritta pubblicata venerdì 16 marzo 2007 nell'allegato B della seduta n. 128 All'Interrogazione 4-00159
presentata da CARUSO Risposta. - Con riferimento all'interrogazione in esame, si fa presente, innanzi tutto, che sia il reparto di osservazione sia la cosiddetta terza sezione psichiatrica sono articolati in due sezioni distinte, facenti parte, però, di un unico reparto, cioè dell'infermeria centrale del centro penitenziario di Napoli Secondigliano. Si tratta, comunque, di due sezioni allestite in diversi periodi storici. Le stesse, infatti, pur rispondendo entrambe ad esigenze terapeutiche, assolvono a fini diversi. Precisamente, la terza sezione psichiatrica è stata aperta nel 1998 per accogliere provvisoriamente o, meglio, per un arco limitato di tempo che non può comunque superare le 48 ore, detenuti in stato di forte agitazione, definibile di acuzie, rispetto a semplici atteggiamenti di auto o eteroaggressività. Il reparto di osservazione è stato, invece, allestito nel 2003 in via sperimentale, per un periodo di sei mesi, al fine di decongestionare i due ospedali psichiatrici giudiziari presenti nella regione. Sulla base dei risultati di questa sperimentazione il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria ha ritenuto utile predisporre un programma esecutivo d'azione, al fine non soltanto di rendere definitiva l'attivazione del reparto campano ma anche di estenderla ad altri Provveditorati. La possibilità di evitare, infatti, l'invio dei detenuti negli ospedali psichiatrici giudiziari per osservazione presenta notevoli vantaggi e risponde ai principi dell'ordinamento penitenziario, visto che gli ospedali psichiatrici giudiziari non sono destinati ad ospitare soggetti condannati o nei cui confronti è ancora in corso un procedimento penale, ma solo quei soggetti riconosciuti non imputabili per il reato commesso e sottoposti alla misura di sicurezza perché ritenuti socialmente pericolosi. A questi si aggiungono quelli sottoposti a misura di sicurezza provvisoria articoli 312 codice di procedura penale). La realizzazione di tali reparti si attaglia, infatti, perfettamente con il disposto degli articoli 112 e 115 del nuovo Regolamento d'esecuzione (decreto del Presidente della Repubblica 230 del 2000), rendendo concreta l'applicazione del suddetto articolo 112, dove si evince che l'invio in ospedale psichiatrico giudiziario per l'espletamento dell'osservazione costituisce l'eccezione (articolo 112 comma 2) e non la regola, visto che viene espressamente stabilito che «l'accertamento è espletato nel medesimo istituto in cui il soggetto si trova o, in caso di insufficienza di quel servizio diagnostico, in un altro istituto della medesima categoria» e che l'osservazione può essere fatta in ospedale psichiatrico giudiziario solo per «particolari motivi». L'allestimento di tali reparti, oltre ad essere perfettamente conforme con il dettato normativo, presenta ulteriori vantaggi. Precisamente: consente di decongestionare gli ospedali psichiatrici giudiziari; armonizza il principio della tutela della salute con quello della territorialità della pena evitando, anche se per un breve periodo, allontanamenti del ristretto dal nucleo familiare che, proprio nei momenti di fragilità psichica, potrebbero risultare ancor più destabilizzanti; riduce il costo delle traduzioni, in quanto verrebbero evitati i trasferimenti dei detenuti in altre regioni rispetto a quelle in cui è ubicato l'ospedale psichiatrico giudiziario; semplifica, rendendolo più celere, l'iter di assegnazione dei detenuti di cui è stata disposta l'osservazione, in quanto la relativa traduzione potrebbe essere disposta direttamente dal Provveditorato. Sulla base di tali considerazioni, la competente amministrazione penitenziaria, ponendosi l'obiettivo di ridurre solo ai casi effettivamente necessari l'invio in ospedale psichiatrico giudiziario per osservazioni, ha predisposto il programma esecutivo d'azione sopra indicato. Dopo aver individuato, in base al dato numerico dei detenuti inviati in ospedale psichiatrico giudiziario, le regioni ove realizzare i suddetti reparti, la scelta dell'Istituto è stata rimessa alla valutazione dei singoli Provveditorati. In modo conforme ai principi di efficienza e di economicità sono stati comunque indicati dei criteri ben precisi a cui i Provveditorati dovevano attenersi nell'individuazione dell'istituto ove realizzare il reparto. Precisamente, la scelta doveva ricadere su un Istituto che già disponesse delle seguenti risorse: presenza giornaliera dello specialista in psichiatria; servizio infermieristico attivo per tutto l'arco delle ventiquattro ore per tutti i giorni della settimana, compresi i festivi; continuità del servizio SIAS per le ventiquattro ore. Tali requisiti erano già posseduti dal centro di Napoli Secondigliano. Da notizie acquisite dalla Direzione dell'istituto risulta che sia il reparto di osservazione psichiatrica sia la terza sezione psichiatrica sono sezioni strutturate con una tipologia di arredo da definirsi minimale. Infatti, al solo scopo di impedire il compimento di atti violenti da parte dei detenuti psicolabili, le stanze di degenza sono dotate di branda, tavolo e sgabello e relativi servizi igienici. Alcune stanze, destinate ai soggetti con diagnosi più pericolose vengono, successivamente all'ingresso del detenuto, ma solo su specifica indicazione dello psichiatra e al fine esclusivo di evitare il compimento di atti di autolesionismo, private dello sgabello e/o del tavolo. La manutenzione degli infissi e delle vetrate delle finestre rientra nella manutenzione ordinaria del fabbricato, con interventi ad hoc rispetto a situazioni di rottura, che di frequente si verificano a seguito di episodi di agitazione psico-motorie. Secondo quanto comunicato dalla citata Direzione, le coperte e le lenzuola vengono distribuite solo su indicazione dello psichiatra, allo scopo di evitare che i detenuti possano avere a disposizione materiale idoneo ad essere utilizzato per realizzare intenti di suicidio, mentre il materiale igienico viene distribuito regolarmente dal personale di polizia penitenziaria della sezione. La limitazione nell'uso della mobilia nonché di lenzuola e coperte si rende quindi necessaria per tutelare un interesse assolutamente primario quale quello dell'incolumità fisica dei soggetti ristretti in queste sezioni qualora risulti probabile, a giudizio dello specialista, il compimento da parte degli stessi, di gesti autolesivi. Per quanto attiene all'organizzazione del servizio psichiatrico, la Direzione di Napoli Secondigliano ha stipulato la convenzione con quattro specialisti, per un totale di 312 ore mensili, più una convenzione giornaliera pari a tre ore per i detenuti affetti da HIV, non escludendo la possibilità di avvalersi dei medesimi in caso di necessità di tali interventi specialistici anche a favore di altri detenuti. Ne consegue che la presenza dello specialista in psichiatria è assicurata quotidianamente. In particolare, l'organizzazione della sezione psichiatrica prevede un coordinatore medico per complessive 48 ore mensili (che assicurano almeno due presenze settimanali), tre infermieri per 12 ore giornaliere, interventi al bisogno dei medici SIAS, oltre, ovviamente, alla presenza del personale di polizia penitenziaria. L'organizzazione sanitaria generale è la seguente: un monte ore del servizio di guardia medica - SIAS pari a 72 ore giornaliere, con 23 convenzioni stipulate; quattro medici incaricati (di cui uno in aspettativa) ed un medico incaricato provvisorio; 250 ore giornaliere per il servizio infermieristico, 81 infermieri a parcella, 3 infermieri di ruolo e due caposala, un tecnico radiologo ed un tecnico di laboratorio analisi. Le branche specialistiche attive sono: radiologia, odontoiatria, oculistica, gastroenterorologia con relativi esami strumentali, pneumologia, cardiologia con ecocardiocolordopller, otorinolaringoiatria, fisiokinesisterapia, dermatologia, ecografia, psichiatria, infettivologia, neuro-fisiopatologia, diabetologia, chirurgia generale e vascolare, ortopedia, fisiatria, neurologia, laboratorio di ematochimica, endocrinologia, urologia. Allo stato, non vi sono convenzioni tra i Dipartimenti di salute mentale competenti per territorio e la Direzione del centro penitenziario di Secondigliano. Il servizio psichiatrico dovrebbe comunque essere integrato - così come specificato dal competente Ufficio con circolare n. 252624 del 13 luglio 2006 - con quello del Servizio sanitario nazionale, visto che l'articolo 20 del decreto del Presidente della Repubblica 232 del 2000, nel dettare specifiche disposizioni per i detenuti ed internati affetti da patologie psichiche, stabilisce la necessità di una vera e propria presa in carico degli stessi da parte dei servizi territoriali, necessaria per il loro successivo reinserimento sociale. Per quel che concerne il numero delle osservazioni espletate, dalle notizie apprese dalla Direzione dell'istituto interessato, le stesse si concludono nell'assoluta maggioranza dei casi con diagnosi di non infermità, con il conseguente rinvio del detenuto nel reparto o istituto di provenienza. Durante il 1 o semestre dell'anno 2006, il numero delle osservazioni espletate è stato di 53 e solo in sei casi l'osservazione si è conclusa con diagnosi di patologie mentali e relative proposte di applicazione dell'articolo 148 codice penale. Il personale di Polizia penitenziaria ha partecipato a corsi di aggiornamento rispetto ad un piano di formazione regionale annuale di tipo generale. D'altra parte, il personale di Polizia penitenziaria non presta servizio in modo esclusivo nelle sezioni psichiatriche, bensì in tutto il reparto di Infermeria, secondo la rotazione dei posti di servizio. È presente una sala di coercizione esclusivamente nella sezione osservazione. Questa viene utilizzata solo su richiesta e sotto il diretto controllo dello psichiatra richiedente. Peraltro, dalla consultazione dei registri si annoverano solo due casi, risalenti al 2004, di uso della stessa, con un tempo di utilizzo limitatissimo (1 o 2 ore). Sia il reparto di osservazione, sia la terza sezione psichiatrica, testimoniano il particolare interessamento dell'Amministrazione penitenziaria verso il disturbo mentale, che non si esaurisce nel mero invio agli ospedali psichiatrici giudiziari. Nell'intento di tutelare la salute mentale della popolazione detenuta si è dovuto tener presente che il problema delle malattie psichiatriche dei soggetti ristretti nelle strutture penitenziarie riguarda: i soggetti autori di reato riconosciuti non imputabili per vizio totale di mente, ma considerati socialmente pericolosi e, pertanto, internati negli ospedali psichiatrici giudiziari; i soggetti che, nonostante siano affetti da una malattia mentale, essendo riconosciuti imputabili, espiano una condanna definitiva a pena detentiva; i soggetti che presentano disturbi mentali nei cui confronti non si è ancora concluso l'iter processuale e che sono sottoposti alla misura cautelare della custodia in carcere, anziché a quella di cui all'articolo 286 codice di procedura penale (custodia cautelare in luogo di cura). Va rilevato, peraltro, che il disturbo mentale non è evento occasionale, che riguardi pochi detenuti per i quali potrebbero bastare alcune misure assistenziali. Si tratta, purtroppo, di un problema diffuso. L'obiettivo che l'Amministrazione ha inteso da tempo perseguire aprendo un percorso sostenuto anche dalla normativa vigente, pur nella consapevolezza delle enormi difficoltà ad esso legate, è quello di operare un profondo riassetto delle premesse teorico-organizzative che informano il sistema dell'assistenza psichiatrica penitenziaria, al fine del recupero psichico, nell'ambito delle possibilità individuali dei pazienti detenuti ed internati, mediante l'organizzazione e la realizzazione di un servizio psichiatrico intramurario in grado di assicurare la continuità terapeutica e di lavorare per una integrazione del paziente detenuto nel contesto di appartenenza, laddove possibile. I reparti di osservazione, come quello di Napoli, rispondono a questa logica. Attraverso tali sezioni infatti, non solo si cerca di limitare l'invio dei detenuti negli ospedali psichiatrici giudiziari, con conseguente allontanamento dal territorio ai casi in cui lo stesso si rende effettivamente necessario, ma si pongono le premesse per un lavoro di recupero terapeutico all'interno delle strutture penitenziarie dove i soggetti sono ristretti. Ciò non toglie che tali sezioni possono essere oggetto di ulteriori interventi di adeguamento sia da un punto di vista strutturale sia da un punto di vista funzionale; anzi, le stesse si pongono come base per poter favorire la redazione di ulteriori progetti aventi finalità di recupero terapeutico, in base a quanto disposto dal già citato articolo 20 del decreto del Presidente della Repubblica n. 230 del 2000. La Direzione dell'istituto di Napoli Secondigliano ha presentato un progetto di ristrutturazione del reparto di osservazione, al fine di apportarvi delle modifiche di carattere strutturale, a seguito del quale il Provveditorato ha inviato una commissione tecnica per la valutazione degli interventi da adottare. Per la realizzazione di tali interventi è stato poi disposto il necessario finanziamento. Il Provveditorato della Regione Campania ha, inoltre, provveduto a disporre la temporanea chiusura della sezione «Terza psichiatrica» del reparto infermeria. Il Ministro della giustizia: Clemente Mastella.