Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00033 presentata da BONADONNA SALVATORE (RIFONDAZIONE COMUNISTA - SINISTRA EUROPEA) in data 31/05/2006
Atto Senato Interrogazione a risposta scritta 4-00033 presentata da SALVATORE BONADONNA mercoledì 31 maggio 2006 nella seduta n.007 BONADONNA - Ai Ministri dell'interno e della giustizia - Premesso che, secondo quanto risulta all'interrogante: nel litorale romano operano agguerrite consorterie mafiose quali il clan Gallace-Novella, attivo nelle zone di Anzio e Nettuno, ed altri sodalizi criminali ascrivibili alla camorra e alla mafia siciliana; recenti indagini della divisione anticrimine della Questura di Roma e del G.I.C.O. (Gruppo investigativo criminalità organizzata) hanno consentito di sequestrare numerosi immobili ascrivibili alla consorteria criminale; tale consorteria, secondo quanto emerso nel decreto di scioglimento del Consiglio comunale di Nettuno per accertato condizionamento mafioso, avrebbe condizionato la vita amministrativa del Consiglio comunale di Nettuno; in data 21 novembre 2005, il Giudice per le indagini preliminari di Velletri, dott. Gilberto Muscolo, ha disposto ventuno misure coercitive a carico di altrettanti soggetti, tra i quali spiccano Franco D'Agapiti, Vincenzo Scaramella e gli ex assessori del Comune di Nettuno, Vincenzo Guidi e Angelo Mascia; D'Agapiti risulta condannato a quattordici anni di reclusione (in seguito ridotti a sei) per aver costituito e diretto un'associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti; lo stesso D'Agapiti risulta attualmente detenuto, a seguito del vaglio dell'ordinanza cautelare da parte del Tribunale del riesame, con le accuse di concorso in commercio di stupefacenti e di corruzione; nell'ordinanza di cui sopra, il Giudice per le indagini preliminari afferma: «in ordine al rapporto tra politica e criminalità ad Anzio e Nettuno, come già accennato, andavano a rafforzare l'assunto degli investigatori le numerose intercettazioni telefoniche che lasciavano trasparire chiaramente come il D'Agapiti, proprio per la forza intimidatrice che gli deriva dal suo spessore criminale e non certo per le capacità politiche, riusciva a condizionare il Comune di Nettuno»; secondo quanto pubblicato da importanti quotidiani nazionali come "Il Messaggero" e "La Repubblica", la relazione della Commissione prefettizia che ha determinato lo scioglimento del Consiglio comunale di Nettuno sarebbe stata trasmessa alla Procura distrettuale antimafia della capitale; le infiltrazioni del crimine organizzato riguarderebbero anche altre cittadine limitrofe come Ardea, nella quale opera una Commissione d'accesso al fine di verificare l'esistenza di eventuali infiltrazioni mafiose, si chiede di sapere: se il Ministro dell'interno sia al corrente di questi fatti; quali iniziative intenda avviare per combattere le organizzazioni criminali attive in questa parte del litorale romano; se il Ministro della giustizia sia al corrente di questi fatti; se intenda verificare quali iniziative la Procura distrettuale antimafia della capitale abbia intrapreso in ordine ai fatti sopra citati. (4-00033)
Atto Senato Risposta scritta pubblicata nel fascicolo n. 043 all'Interrogazione 4-00033
presentata da BONADONNA Risposta.
- Le vicende richiamate nell'interrogazione sono da tempo all'attenzione
del Ministero dell'interno, che segue costantemente gli sviluppi delle
attività investigative in corso nell'area del litorale romano-pontino. Fra tali inchieste,
figura anche quella, richiamata dall'interrogante, che ha coinvolto
alcuni consiglieri comunali, funzionari e dipendenti del Comune di Ardea. Al riguardo,
secondo quanto riferito dal Ministero della giustizia, il Procuratore della
Repubblica presso il Tribunale di Velletri ha segnalato che il procedimento
penale nr. 7095/05 RGNR a carico di D'Agapiti Franco ed altri per
i reati di cui agli articoli 319 (corruzione per atti contrari ai doveri
d'ufficio) e 323 del codice penale (abuso d'ufficio) ed altro
si trova in fase di indagini preliminari. L'ordinanza applicativa
di misure cautelari, emessa in data 11 novembre 2005 dal GIP del Tribunale
di Velletri nell'ambito del medesimo procedimento, è stata
comunicata anche alla Direzione distrettuale antimafia di Roma per quanto
di eventuale interesse. Per quanto
riguarda le iniziative per contrastare l'attività della criminalità
organizzata nella zona di Nettuno, oggetto di una costante e particolare
attenzione da parte delle Forze di polizia, si devono evidenziare i significativi
risultati ottenuti sia sotto il profilo preventivo, con l'applicazione
della normativa antimafia in tema di misure di prevenzione personale e
patrimoniale, sia sotto il profilo repressivo, con indagini mirate che
hanno permesso di inoltrare alla competente autorità giudiziaria
numerose informative di reato a carico di esponenti della criminalità
ed anche di amministratori locali. In particolare,
in data 15 maggio 2006 il Tribunale ordinario di Roma ha disposto l'applicazione
della misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale con obbligo
di soggiorno a sei persone ritenute affiliate alla 'ndrangheta calabrese,
e più precisamente collegate alla cosca dei Gallace-Novella di Guardavalle.
Nella circostanza, si è proceduto, ai sensi della normativa antimafia,
alla confisca di beni mobili ed immobili ubicati in Calabria e nel Lazio. Sono state,
altresì, eseguite due ordinanze di custodia cautelare in carcere
emesse dal GIP di Velletri a carico di un imprenditore e di un ex consigliere
comunale nell'ambito di indagini su episodi di corruzione relativi
all'assegnazione di un appalto per il trasporto pubblico locale. Per quanto
attiene ai profili di possibili infiltrazioni o condizionamenti a carico
degli enti locali, si precisa che, nei casi in cui sono affiorati profili
di contatto fra l'oggetto delle indagini e l'attività
delle amministrazioni comunali o di singoli amministratori, sono stati
avviati tempestivamente gli accertamenti finalizzati a fare piena luce
sulle circostanze emerse ed a valutare l'eventuale sussistenza dei
presupposti di legge per l'adozione dei provvedimenti di rigore a
carico degli enti interessati. Tali provvedimenti,
infatti, richiedono un solido impianto istruttorio che porti ad acclarare
caso per caso l'effettiva permeabilità delle scelte dell'amministrazione
alle influenze della criminalità e la conseguente compromissione
dei livelli di legalità, trasparenza, indipendenza e buon andamento
dell'azione amministrativa. Nel caso di
Nettuno, come noto, gli accertamenti svolti dalla Commissione di accesso
costituita il 24 maggio 2005 hanno portato allo scioglimento del Consiglio
comunale ed alla conseguente nomina di una commissione straordinaria per
la gestione dell'ente, disposti con decreto del Presidente della Repubblica
del 28 novembre 2005 ai sensi della vigente normativa in materia di infiltrazioni
della criminalità organizzata negli enti locali. Per quanto
concerne, invece, l'amministrazione comunale di Ardea, cui fa riferimento
l'interrogante, si rappresenta che, a seguito dell'accesso ispettivo
agli atti del Comune disposto dal Prefetto in data 22 febbraio 2006, non
si sono rilevati elemnti tali da giustificare l'avvio di un procedimento
di scioglimento ex articolo 143 T.U.E.L. Sulla base
del lavoro della Commissione d'accesso, che ha evidenziato una serie
di violazioni di legge principalmente nel settore dell'edilizia, della
vigilanza sull'abusivismo ed in alcune procedure d'appalto, si
era peraltro ritenuto sussistessero concreti elementi per lo scioglimento
del Consiglio comunale per gravi e persistenti violazioni di legge ex articolo 141, comma primo, lettera a), del decreto legislativo
n. 267 del 2000. Il Prefetto
aveva, pertanto, formulato formale diffida al Sindaco pro tempore al
fine di rimuovere le irregolarità riscontrate dalla Commissione
d'accesso. La diffida,
come noto, costituisce il necessario presupposto per configurare la reiterazione
e quindi, a pieno titolo, la persistenza delle violazioni di legge su cui
fondare un eventuale provvedimento di scioglimento del Consiglio comunale ex articolo 141, comma primo, lettera a), del decreto legislativo
n. 267 del 2000 per gravi e persistenti violazioni di legge. Nel frattempo,
in data 12 febbraio 2007, undici componenti del corpo consiliare di Ardea,
con atti separati contemporaneamente acquisiti al protocollo d'ente,
hanno rassegnato le dimissioni contestuali a fini dissolutori, determinando
così l'ipotesi di scioglimento dell'organo elettivo contemplata
dall'articolo 141, comma primo, lettera b), n. 3, del
medesimo decreto legislativo n. 207 del 2000. Conseguentemente,
il Prefetto di Roma con provvedimento del 16 febbraio scorso ha decretato
la sospensione del Consiglio comunale ed avviato la procedura di scioglimento,
che si è poi perfezionata con decreto del Presidente della Repubblica
del 24 febbraio 2007 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 12
marzo 2007. Da ultimo,
gli organi del Comune di Ardea sono stati rinnovati in occasione della
tornata elettorale amministrativa del giugno scorso, che al turno di ballottaggio
ha visto la rielezione del Sindaco che si trovava in carica al momento
dello scioglimento. Le problematiche
della sicurezza in quel centro hanno recentemente formato oggetto di specifico
approfondimento nel corso di una seduta straordinaria del Comitato provinciale
per l'ordine e la sicurezza pubblica svoltasi il 9 maggio scorso presso
la sede del Museo Manzù di Ardea. Durante la
riunione, presieduta dal Prefetto di Roma alla presenza dei vertici delle
Forze di polizia e dello stesso Commissario pro tempore del Comune,
è stata focalizzata l'attenzione sulle esigenze rilevate in
sede locale anche alla luce di alcune segnalazioni formulate dalle associazioni
di categoria, delle quali è stata peraltro sollecitata una più
stretta collaborazione con le Forze dell'ordine. Il Ministro dell'interno Minniti