Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00244 presentata da NAPOLI ANGELA (ALLEANZA NAZIONALE) in data 14/06/2006
Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-00244 presentata da ANGELA NAPOLI mercoledì 14 giugno 2006 nella seduta n.011 ANGELA NAPOLI. - Al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che: il dominio delle zone di Scampia e Secondigliano di Napoli da parte del clan camorristico Di Lauro e la conseguente faida con gli scissionisti, hanno provocato negli ultimi anni, e stanno continuando a provocare una lunga scia di morti sull'intero territorio partenopeo; nel mese di aprile del 2004, a Torino, è stato arrestato Vincenzo Di Lauro, figlio del noto superboss Paolo, con l'accusa di associazione per delinquere di stampo mafioso e di traffico internazionale di stupefacenti; nei giorni scorsi il tribunale del riesame di Napoli, per un difetto di motivazione (nell'ordinanza mancava la pagina dedicata alle esigenze cautelari), ha emesso l'ordinanza di scarcerazione di Vincenzo Di Lauro; i giudici del tribunale del riesame di Napoli attribuiscono il grave cavillo alla «carenza di mezzi e strutture che pesa sugli uffici giudiziari di Napoli»; l'interrogante ritiene, invece, che la mancanza dell'importante pagina giudiziaria sia addebitabile all'incuria e alla poca serietà professionale del personale addetto alla cancelleria, nonché al mancato controllo degli atti da parte dei giudici; a ciò va aggiunta la mancanza di coordinamento tra i vari uffici giudiziari se corrisponde al vero che la DDA di Napoli, avrebbe richiesto un immediato provvedimento restrittivo nei confronti di Vincenzo Di Lauro, non notificato in tempo utile al carcere di Torino dove questi è detenuto; il risultato di tutto ciò ha portato alla nuova latitanza del boss Vincenzo Di Lauro ed al conseguente annullamento dell'importante lavoro investigativo profuso dalla Forze dell'Ordine; a causa di inspiegabili «cavilli giudiziari», troppo spesso, si sta assistendo a provvedimenti di «scarcerazioni facili» assunti nei confronti di noti e pericolosi boss della criminalità organizzata, in particolare, nel Mezzogiorno d'Italia -: quali urgenti iniziative, intenda attuare per verificare la veridicità dei fatti sopra descritti e, in caso positivo, quali provvedimenti intenda assumere nei confronti degli eventuali responsabili; se non ritenga, altresì, di dover avviare un'azione dì monitoraggio ispettivo per verificare le cause che sono alla base delle preoccupanti e numerose «sarcerazioni facili», dovute ad inspiegabili «cavilli giudiziari». (4-00244)
Atto Camera Risposta scritta pubblicata martedì 17 ottobre 2006 nell'allegato B della seduta n. 053 All'Interrogazione 4-00244
presentata da ANGELA NAPOLI Risposta. - Con riferimento all'interrogazione in esame, si comunica che sulla vicenda giudiziaria fu prontamente disposta un'inchiesta amministrativa. Alla luce degli accertamenti svolti, è stata esercitata l'azione disciplinare nei confronti dei dottori Oscar Bobbio, Pietro Carola ed Andrea Nocera, giudici della IV sezione del Tribunale di Napoli, per aver violato i doveri di diligenza e laboriosità di cui all'articolo 1, comma 1, decreto legislativo 23 febbraio 2006, n. 109. I suddetti magistrati, infatti, quali componenti il collegio giudicante che, in data 17 maggio 2006, emetteva misura cautelare di custodia in carcere nei confronti di Di Lauro Vincenzo, Baccari Giovanna e De Felice Raffaella, per gravi reati in materia di associazione a delinquere di stampo camorristico e traffico di sostanze stupefacenti, predisponevano in forma definitiva e sottoscrivevano il provvedimento suddetto, che quindi licenziavano con il rilascio delle copie per l'esecuzione, non controllando - con grave ed inescusabile negligenza - la sua completezza né la sua corrispondenza con la minuta in precedenza redatta. In tal modo consentivano che il testo del provvedimento riportasse una evidente interruzione nella parte motiva, con conseguente totale esclusione di qualsiasi argomentazione in ordine alla necessaria sussistenza delle esigenze cautelari, secondo i parametri normativi. Con ciò determinavano, quindi, la nullità radicale dell'ordinanza, nullità che veniva successivamente dichiarata dal tribunale per il riesame di Napoli. Quale diretta conseguenza della condotta negligente, scaturiva la scarcerazione di Di Lauro Vincenzo, esponente di vertice della criminalità organizzata napoletana e, come tale, persona estremamente pericolosa. Quanto al diverso profilo evidenziato dall'interrogante, concernente la lamentata carenza di mezzi e strutture che caratterizzerebbe gli uffici giudiziari partenopei, si segnala che da una comparazione complessiva tra gli organici previsti e le risorse umane presenti negli uffici giudiziari in questione, in gran parte di essi il numero delle unità in servizio (riferite sia al personale dei ruoli dell'amministrazione che al personale a tempo determinato - ex lavoratori socialmente utili - o in posizione di comando da altre amministrazioni o enti) è pressoché uguale al numero delle unità fissate in pianta organica. Si fa presente, infine, che è stata avviata un'istruttoria finalizzata a verificare l'opportunità, segnalata dall'interrogante, di disporre un monitoraggio ispettivo per verificare le cause delle asserite numerose «scarcerazioni facili». Il Ministro della giustizia: Clemente Mastella.