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Documenti ed Atti

XV Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00310 presentata da MIGLIORI RICCARDO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 20/06/2006

Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-00310 presentata da RICCARDO MIGLIORI martedì 20 giugno 2006 nella seduta n.013 MIGLIORI. - Al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che: l'11 gennaio 2006, approfittando del trasferimento verso i locali di un corso di formazione professionale gestito dall'Arci in Montelupo Fiorentino, è evaso dall'ospedale psichiatrico giudiziario il pluriomicida Nicolini; si tratta dell'ultima di una serie di evasioni verificatesi con similari modalità, nell'arco di venti mesi, dall'ospedale psichiatrico di Montelupo Fiorentino -: se non si rilevi l'opportunità di sospendere, alla luce di quanto accaduto, i corsi di formazione esterni al carcere; se non si ritenga necessario accertare eventuali responsabilità in merito ai fatti sopra segnalati. (4-00310)

Atto Camera Risposta scritta pubblicata lunedì 23 aprile 2007 nell'allegato B della seduta n. 148 All'Interrogazione 4-00310
presentata da MIGLIORI Risposta. - In risposta all'interrogazione in esame, si rappresenta che l'internato Carlo Nicolini fu autore, nel 1995, dell'omicidio dei genitori. Egli venne ritenuto non imputabile, poiché incapace di intendere e volere al momento dei fatti a causa di una grave infermità. Internato nell'Ospedale psichiatrico giudiziario di Montelupo Fiorentino fin dal 23 novembre 1995, viene sottoposto alle cure del caso, avuto anche riguardo ad altra patologia da cui risulta affetto. Dopo un percorso trattamentale interno, previa proposta del Gruppo osservazione e trattamento al Magistrato di sorveglianza competente, ha cominciato, fin dal 2003, a fruire di licenze orarie. Nel suo caso è stato avviato un programma di trattamento e di riabilitazione che prevede, in tempi successivi, la frequenza di un Centro esterno all'Istituto, denominato «La Casa del Drago», frutto di un progetto comune tra Direzione dell'Ospedale psichiatrico giudiziario, il Comune di Montelupo Fiorentino e l'Associazione Arci che ne gestisce le attività. In tale Centro, entrato in funzione nel 2004 e presso cui si svolgono numerose attività di formazione, risocializzazione e riabilitazione psichiatrica, è possibile realizzare percorsi individuali di trattamento che rendono possibile il reinserimento degli internati in strutture dei competenti Dipartimenti di salute mentale, all'atto della revoca della misura di sicurezza. Le attività in tale Centro sono realizzate con il concorso di operatori sanitari e coordinate dal personale dell'equipe di trattamento, che segue costantemente i progressi dei singoli internati. Alle suddette attività concorrono, con funzioni di supporto, anche volontari e operatori di corsi di laurea di psicologia e riabilitazione psichiatrica dell'Università di Firenze e Pisa, che svolgono in tale struttura il proprio percorso formativo di tirocinio. L'allontanamento del Nicolini si è verificato in un momento di concomitante impegno degli operatori con altri pazienti. Le ricerche sono state immediatamente attivate e condotte con il concorso del personale di polizia penitenziaria e, successivamente, delle altre forze di polizia. Il Nicolini è stato ritrovato dopo circa 12 ore, mentre vagava infreddolito, durante la notte, nelle immediate vicinanze del Centro (si era allontanato di poco più di 1 chilometro) ed è stato riaccompagnato nell'Ospedale psichiatrico giudiziario di Montelupo Fiorentino. A seguito dell'accaduto, i responsabili del Centro, in accordo con la Direzione dell'Ospedale psichiatrico giudiziario hanno adottato tutte le più opportune cautele, per rendere più sicura la permanenza degli internati presso il Centro. Si specifica inoltre che gli allontanamenti verificatisi dallo stesso Centro sono due. In data 17 novembre 2005, infatti, un detenuto, ricoverato in Ospedale psichiatrico giudiziario ai sensi dell'articolo 148 del codice penale, si era allontanato per un periodo di 48 ore. Lo stesso si era poi spontaneamente presentato alla portineria dell'Istituto. A fronte di tali episodi si deve tuttavia segnalare che nel corso del 2005 sono state concesse ben 3.122 licenze o permessi di uscita dall'Istituto, per un totale di 66 pazienti che ne hanno frequentato le attività. Pertanto la media di «fughe» o allontanamenti è di appena lo 0,007 per cento delle licenze fruite. In ogni caso la risposta organizzativa, attraverso il miglioramento delle attività di selezione dei pazienti ammessi alle uscite esterne ed alle attività del Centro, ha dato finora buoni risultati: è stata modificata l'impostazione degli spazi del Centro per consentire una maggiore sorveglianza da parte degli operatori; è stato ridotto il numero massimo di pazienti ammessi quotidianamente; sono stati individualizzati i trattamenti di pazienti con problematiche che richiedono un costante accompagnamento. Si ritiene opportuno sottolineare come l'attività terapeutica attuata nell'Ospedale psichiatrico giudiziario è basata non solo su una metodologia prettamente, o esclusivamente, farmacologica e «manicomiale», ma tesa a ricostituire quelle indispensabili autonomie e capacità individuali di riabilitazione sociale e psichiatrica negli internati, con il concorso della comunità esterna che, attraverso le istituzioni (Regione, Provincia, Comune), l'associazionismo ed il volontariato, concorre a rendere l'Ospedale psichiatrico giudiziario più adeguato alle esigenze di cura e di recupero. Alla luce di ciò, la Direzione non ha pertanto ritenuto necessario far sospendere tali attività, che rappresentano un utilissimo ed indispensabile strumento di riabilitazione psichiatrica e di risocializzazione. Tali interventi adattati alle caratteristiche del paziente ed alla necessità di ripercorrere una strada di graduale riavvicinamento alla vita esterna, rendono di fatto realizzabile con maggior coerenza il mandato connesso agli articoli 27 e 32 della Costituzione, secondo i quali «le pene devono tendere alla rieducazione del condannato» e «la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti». Il Ministro della giustizia: Clemente Mastella.



 
Cronologia
martedì 13 giugno
  • Parlamento e istituzioni
    Il Senato respinge le tre mozioni presentate dall'opposizione contro la decisione del Ministro dell'Università e della ricerca Mussi di ritirare l'adesione italiana alla dichiarazione etica europea contro la ricerca sulle cellule staminali.

domenica 25 giugno
  • Parlamento e istituzioni
    26 milioni di elettori (52 % degli aventi diritto) si recano alle urne per esprimere il proprio voto sul referendum costituzionale per la modifica della parte seconda della Costituzione. Il 61,29% degli elettori respinge la modifica.