Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00335 presentata da SGOBIO COSIMO GIUSEPPE (COMUNISTI ITALIANI) in data 27/06/2006
Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-00335 presentata da COSIMO GIUSEPPE SGOBIO martedì 27 giugno 2006 nella seduta n.014 SGOBIO. - Al Ministro dell'interno, al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che: il 21 giugno scorso, il quotidiano Libero ha pubblicato un articolo sul problema delle intercettazioni telefoniche, in cui si legge testualmente che «nell'impero industriale di Berlusconi rientra anche la Sio Spa, società leader nel mercato delle intercettazioni, specializzata nei sistemi di registrazione telefonica, ascolto ambientale, localizzazione satellitare e monitoraggio video, di cui l'ex premier è socio di minoranza tramite il fondo Convergenza»; sempre riportando fedelmente ciò che h scritto il quotidiano, «chi detiene il pacchetto di maggioranza della società è Ubaldo Livolsi, mente finanziaria di Berlusconi nel 2004, (...) che ha sbaragliato la concorrenza, creando un polo tecnologico di spionaggio che vanta tra i suoi clienti le procure, i carabinieri, la polizia ed i servizi speciali. In pratica lo Stato, che ha visto quadruplicare i costi da quando le intercettazioni non sono più appannaggio delle forze dell'ordine, ma di società private. Un giro di affari stimato sopra i 300 milioni di euro»; a parere dell'interrogante, anche dalla lettura dell'articolo in oggetto, è scandaloso il fatto che lo Stato affidi a società private il così delicato lavoro delle intercettazioni telefoniche, lavoro che andrebbe, invece, esercitato in prima persona solo ed unicamente sotto la responsabilità delle forze dell'ordine -: se non ritengano opportuno adoperarsi, ciascuno per gli ambiti di propria competenza, nell'intento di assicurare che tutto il sistema della disciplina delle intercettazioni telefoniche torni sotto il diretto controllo delle forze dell'ordine, impedendo quindi ai privati di operare in un settore così delicato. (4-00335)
Atto Camera Risposta scritta pubblicata lunedì 25 giugno 2007 nell'allegato B della seduta n. 176 All'Interrogazione 4-00335
presentata da SGOBIO Risposta. - In risposta all'interrogazione in esame, si ricorda che le attività di intercettazione telefonica e ambientale sono disposte, con l'eccezione delle ipotesi di urgenza, dal Giudice per le indagini preliminari, su richiesta del Pubblico ministero. La loro esecuzione comporta l'utilizzo di tecnologie sofisticate, non sempre disponibili per tutte le richieste in corso, con la conseguente necessità, da parte dell'Autorità giudiziaria, di dover ricorrere al noleggio delle attrezzature presso operatori privati. In quest'ambito il Servizio polizia scientifica della Polizia di Stato coadiuva sempre gli uffici investigativi con particolari tecnologie avanzate, anche intervenendo per l'installazione. In ogni caso, l'Autorità giudiziaria si avvale, ove ritenuto necessario, del supporto tecnico di società private soltanto nella preparazione dell'attività, con esclusione di ogni forma di collaborazione durante le fasi operative dell'ascolto e della trascrizione delle conversazioni intercettate. Infatti, indipendentemente dal ricorso ad apparati delle ditte private appaltatrici, le attività di captazione e di ascolto vengono svolte esclusivamente da personale della polizia giudiziaria e sono sottoposte a rigorosi vincoli normativi mentre, per quanto riguarda l'installazione degli apparati periferici di intercettazione, si può ricorrere, in alcune specifiche circostanze, al personale di tali ditte, nominate formalmente «ausiliario» di polizia giudiziaria. In ogni caso il problema della cosiddetta «esternalizzazione» delle operazioni di intercettazione, sia per quanto concerne il costo, sia per quanto concerne l'opportunità di avvalersi di privati, è stato tenuto presente nel disegno di legge governativo n. 1638, approvato dalla Camera dei deputati ed attualmente all'esame del Senato. Il disegno di legge, in particolare, pur non vietando ai privati di operare nel settore in questione, prevede la realizzazione di centri distrettuali di intercettazione telefonica, dove verranno concentrate tutte le operazioni di intercettazione, in modo tale da consentire agli organi dello Stato (magistratura e forze dell'ordine) di tenere sotto controllo le relative operazioni, con il conseguimento di un risparmio di spesa stimato, complessivamente, in 190.000.000 di euro annui circa. Si deve, inoltre, ricordare che il Governo ha emanato il decreto legge 22 settembre 2006, n. 259, recante «Disposizioni urgenti per il riordino della normativa in tema di intercettazioni telefoniche», convertito con modificazioni in legge 20 novembre 2006 n. 281, al fine di rafforzare le misure di contrasto alla detenzione illegale di contenuti e dati relativi ad intercettazioni effettuate illecitamente, nonché ad informazioni illegalmente raccolte e per apprestare misure più incisive, atte ad evitare l'indebita diffusione e comunicazione di dati od elementi concernenti conversazioni telefoniche o telematiche illecitamente intercettate o acquisite, nonché di informazioni illegalmente raccolte e, nel contempo, garantire adeguate forme di indennizzo alle vittime di tale tipo di fatti illeciti. Il Ministro della giustizia: Clemente Mastella.