Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00034 presentata da CASSON FELICE (L'ULIVO) in data 27/06/2006
Atto Senato Interrogazione a risposta orale 3-00034 presentata da FELICE CASSON martedì 27 giugno 2006 nella seduta n.009 CASSON - Al Ministro della giustizia - Premesso che: nel novembre 2004 si è svolta a Monfalcone (Gorizia) la Conferenza nazionale sull'amianto, nel corso della quale sono stati indicati gli obiettivi da perseguire in questa al contempo nuova e ultima fase della lotta per la completa eliminazione di questa "fibra killer" dall'Italia entro il 2015; secondo l'Ufficio internazionale del lavoro, sono oltre 100.000 i decessi causati nel mondo ogni anno da tumori provocati dall'esposizione all'amianto; nei prossimi decenni - stante il lungo periodo di latenza della malattia, che può superare anche i trent'anni - si avrà anche in Italia un ulteriore forte incremento dei decessi provocati dall'amianto, incremento che raggiungerà l'apice tra il 2015 e il 2025 (e, secondo alcuni esperti, addirittura nel 2040); il 28 aprile 2006 è stato presentato, a prima firma dello scrivente, il disegno di legge "Disposizioni a favore dei lavoratori e dei cittadini esposti ed ex esposti all'amianto e dei loro familiari, nonché delega al Governo per l'adozione del testo unico in materia di esposizione all'amianto" (Atto Senato n. 23); il 27 maggio 2006 si è svolto a Venezia un convegno internazionale sull'amianto, nel corso del quale sono state rinnovate le segnalazioni e le proteste per i mancati doverosi e solleciti interventi della magistratura, soprattutto penale, a tutela dei lavoratori ex esposti ad amianto o dei loro familiari superstiti, soprattutto per le regioni del Veneto (Porto Marghera in particolare) e del Friuli-Venezia Giulia (Monfalcone in particolare); i richiesti interventi a tutela delle parti offese (per i casi di malattie asbesto-correlate) sono obbligatori a norma di codice penale; gli obblighi di tutela dei lavoratori (e dei loro familiari superstiti) si rinvengono finanche nella nostra Carta costituzionale, che fa costantemente richiamo ai doveri di solidarietà sociale; non pare, in effetti e di fatto, che i vari uffici giudiziari funzionalmente e territorialmente competenti (soprattutto le Procure della Repubblica) soddisfino con celerità e priorità tali esigenze relative alla istruzione-trattazione dei procedimenti concernenti le cosiddette "morti bianche" (in particolare quelle da amianto), sulle quali peraltro già nel corso della legislatura XIV il Senato aveva istituito una specifica Commissione d'inchiesta, rilevando la notevole vastità e gravità del fenomeno, si chiede di sapere: quante denunce e/o segnalazioni di qualsiasi genere, ma attinenti ad esposizioni ad amianto e a patologie asbesto-correlate, siano pervenute a tutte le singole Procure della Repubblica del Veneto e del Friuli-Venezia Giulia (Venezia, Padova, Treviso, Belluno, Vicenza, Verona, Rovigo, Trieste, Udine, Pordenone, Gorizia); quante di tali denunce-segnalazioni (ufficio giudiziario per ufficio giudiziario) siano state archiviate o siano ancora pendenti o siano state concluse con passaggio del fascicolo al giudice per il giudizio e quante di queste ultime si siano già concluse con sentenze di primo o di secondo grado ovvero siano divenute definitive; quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare al fine di sollecitare la trattazione dei fascicoli "dormienti" in materia di soggetti esposti a fibre di amianto. (3-00034)