Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00402 presentata da GALANTE SEVERINO (COMUNISTI ITALIANI) in data 03/07/2006
Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-00402 presentata da SEVERINO GALANTE lunedì 3 luglio 2006 nella seduta n.017 GALANTE. - Al Ministro dell'interno, al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che: la presente interrogazione, già presentata il 25 gennaio 2006, non avendo a suo tempo riscontrato risposta viene ripresentata al Ministro; sabato 24 dicembre 2005 una pertinenza dell'abitazione di Gian Pietro Francescon, consigliere dei Comunisti italiani nella municipalità di Mestre-Carpendo (Venezia) è andata a fuoco; è questa la terza volta che nell'abitazione di Gian Pietro Francescon si verificano incendi, nei primi due casi sicuramente dolosi; inoltre, Gian Pietro Francescon è stato oggetto di un furto di documenti, successivamente restituiti dopo essere stati parzialmente bruciati; gli attentati contro Gian Pietro Francescon si collocano nel contesto di numerosi, altri episodi di violenza politica, di attentati, di atti vandalici contro sedi di istituzioni, di partiti democratici, di organizzazioni sindacali perpetrati a Mestre negli ultimi anni; in particolare, sono stati colpiti soggetti che si oppongono allo snaturamento del piano regolatore generale e al sacco della città perseguito da importanti lobbies affaristiche locali e nazionali; di nessuno di questi episodi (che, nel loro insieme, compongono un preoccupante mosaico di illegalità) sono stati individuati né, tanto meno, condannati i responsabili; secondo l'interrogante, questo dato di fatto incontestabile chiarisce, al di là di polemiche interessate a difendere l'indifendibile (come quelle di organizzazioni sindacali di orientamento politico antitetico a quello di Gian Pietro Francescon), il reale grado di efficienza delle istituzioni veneziane preposte alla prevenzione, alla repressione e alla sanzione della criminalità, con particolare riguardo a quella politica, diffusa sul territorio; secondo l'interrogante, le autorità competenti dovrebbero col massimo impegno e con la massima sollecitudine chiarire fino in fondo tutti gli episodi di violenza di cui è stato vittima negli anni recenti Gian Pietro Francescon, in modo da sgombrare il campo da qualsiasi dubbio, anche tecnico, sulle indagini compiute o in corso -: se, e come, intendano operare per prevenire, contrastare e reprimere ogni forma di violenza politica del tipo di quelle sopra evidenziate nella città di Mestre (Venezia); se, e come, intendano potenziare le strutture delle forze dell'ordine e della magistratura presenti sul territorio mestrino, così che esse dispongano di tutti gli strumenti (finanziari, umani, tecnologici) necessari per svolgere al meglio le proprie funzioni; se, e come, intendano garantire a Gian Pietro Francescon e alla sua famiglia adeguate forme di vigilanza e di tutela, tali da impedire ulteriori attentati e intimidazioni.(4-00402)
Atto Camera Risposta scritta pubblicata lunedì 29 gennaio 2007 nell'allegato B della seduta n. 099 All'Interrogazione 4-00402
presentata da GALANTE Risposta. - Si premette, innanzitutto, che la protezione di amministratori locali, nonché dei loro familiari e dei loro beni, così come di tutte le persone esposte a rischio a causa delle funzioni esercitate, nonché delle sedi di uffici pubblici, di partiti, di circoli, di movimenti politici e di organizzazioni sindacali, costituisce una delle priorità dei servizi di controllo del territorio svolti dalle Forze dell'ordine in ogni regione del Paese, secondo una programmazione definita provincia per provincia. Si evidenzia, inoltre, che questo Ministero non sottovaluta la gravità degli episodi di violenza politica diffusa nel loro genere, neppure quelli di minore impatto dimostrativo, in quanto comunque espressione di metodi violenti finalizzati a condizionare la normale dialettica democratica e, conseguentemente, a degradare i rapporti civili. Occorre, tuttavia, riconoscere l'obiettiva difficoltà sia di un'attività di prevenzione capace di impedire in assoluto il ripetersi di atti del genere, che possono rivolgersi ad un numero altissimo di possibili obiettivi in ogni parte del Paese, sia di un'attività di repressione capace di individuarne in ogni caso i responsabili, trattandosi di gesti che non richiedono particolari abilità operative o particolari sforzi organizzativi per la loro esecuzione. In relazione alla richiesta di potenziamento delle strutture delle forze dell'ordine nel territorio di Mestre, si riferisce che presso la questura del capoluogo lagunare prestano servizio, al 1 o settembre 2006, 850 appartenenti ai ruoli operativi della polizia di Stato, con una carenza di 51 unità rispetto alle previsioni della pianta organica. Il deficit, tuttavia, si riduce in considerazione della contestuale presenza di 38 appartenenti al personale della polizia di Stato che espleta attività tecnico-scientifica o tecnica, nonché di 90 dipendenti dell'amministrazione civile dell'interno che, nei settori di supporto logistico e burocratico, contribuiscono alla funzionalità delle strutture. L'Arma dei carabinieri, a sua volta, è presente in quel territorio con: un Comando compagnia, dal quale dipendono un Nucleo operativo e radiomobile, una tenenza e 9 Stazioni carabinieri, con una forza complessiva di 213 unità; un Nucleo operativo del Comando provinciale di Venezia, che dispone di 33 militari; 6 unità distaccate dalla Sezione anticrimine di Padova; il 4 o Battaglione Carabinieri «Veneto», con una forza di 339 militari. Quanto ai potenziamenti di organico, le esigenze della provincia saranno attentamente valutate dal dipartimento della pubblica sicurezza del ministero dell'interno compatibilmente con le priorità degli altri Uffici, nell'ambito della pianificazione delle risorse disponibili. Per quanto concerne, in particolare, il caso del consigliere Gian Pietro Francescon citato dall'interrogante si ricorda che il medesimo ha denunciato di aver subito tre attentati incendiari, asseritamente riconducibili al suo impegno politico, verificatisi, rispettivamente, il 28 maggio 1998, il 24 maggio 2004 e il 24 dicembre 2005. Per tutti gli episodi gli inquirenti non hanno ancora individuato i responsabili. Quanto alla richiesta dell'interrogante di fornire un'adeguata protezione all'interessato e alla sua famiglia, nel premettere che tale aspetto è alla costante attenzione del ministero dell'interno, si comunica che al momento non sono pervenute dalla prefettura-ufficio territoriale del Governo di Venezia segnalazioni in merito a situazioni ascrivibili alle fattispecie contemplate per l'adozione dei dispositivi di protezione previsti dall'articolo 1 della legge n. 133 del 2002. In ogni caso il prefetto di Venezia, nell'ambito delle proprie attribuzioni, ha disposto, con riguardo all'abitazione del consigliere comunale in parola, la misura della vigilanza generica radiocollegata, tuttora in vigore. Per quanto concerne altri non specificati episodi di violenza politica diffusa, la Questura veneziana ha rappresentato di aver condotto, nel corso del 2003, accurate indagini che hanno consentito il deferimento alla competente Autorità indiziaria dei presunti autori di alcuni episodi di furto perpetrati ai danni delle sedi Cgil di Mestre e dell'Assessorato alle politiche sociali del comune di Venezia, nonché di atti vandalici contro le sedi di alcuni partiti politici facenti parte dell'attuale maggioranza governativa. Il Viceministro dell'interno: Marco Minniti.