Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/01000 presentata da CRAPOLICCHIO SILVIO (COMUNISTI ITALIANI) in data 20/09/2006
Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-01000 presentata da SILVIO CRAPOLICCHIO mercoledì 20 settembre 2006 nella seduta n.038 CRAPOLICCHIO e FERDINANDO BENITO PIGNATARO. - Al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che: la legge n. 180/2003, di conversione del decreto-legge n. 112/2003, recante modifiche urgenti alla disciplina degli esami di abilitazione alla professione forense, è attualmente fortemente contestata sia da parte dell'Associazione italiana giovani avvocati, sia dal Consiglio nazionale forense; la suddetta legge, infatti, pur avendo eliminato il cosiddetto «turismo forense», attraverso l'introduzione del sorteggio degli abbinamenti fra i candidati e la sede della Corte di appello ove ha luogo la correzione degli elaborati scritti, non ha certamente reso più omogenea la percentuale dei promossi fra le varie sedi di esame; ed invero nonostante l'indicazione di criteri per la valutazione degli elaborati scritti e delle prove orali, che la Commissione istituita presso il Ministero della giustizia detta a tutte le sottocommissioni, non appare che sia stata ancora raggiunta l'uniformità di giudizio auspicata dalla riforma; peraltro, come risulta dai dati forniti dal Sole-24 Ore , le disuguaglianze colpiscono principalmente le sedi di esame del meridione, già afflitto da gravi problemi occupazionali, rendendo, in tal modo, ancora più complicato l'accesso alla libera professione di avvocato da parte degli aspiranti avvocati del sud; da un confronto dei dati relativi alla differenza dei promossi fra l'anno 2003 ed il 2004, si evince, chiaramente, che la percentuale è notevolmente diminuita in alcune città rispetto ad altre; ed infatti, avendo riguardo ai dati pubblicati su Italia Oggi del Sole-24 Ore , che mette a confronto la percentuale dei promossi nel 2004 e quella registrata nel 2003 nelle varie sedi di esame in Italia, si evidenzia quanto segue; nella città di Bari nel 2004 superavano la prova scritta il 46,69 per cento dei candidati, mentre nel 2003 erano stati ammessi il 70,03 per cento; pertanto si registra una diminuzione dei promossi di ben il 23,34 per cento; il dato che maggiormente colpisce è quello relativo alla città di Catanzaro, dove si registra una diminuzione dei promossi di ben il 49,84 per cento; ed infatti mentre nell'anno 2004 erano ammessi all'esame il 35,04 per cento dei candidati, nel 2003 erano, invece, stati ammessi l'84,88 per cento; non differisce di molto dai dati precedenti il risultato registrato nella città di Salerno, dove si rileva una diminuzione dei promossi di ben il 41,75 per cento; ma anche altre sedi di esame, pur avendo una differenza meno marcata rispetto a quelle evidenziate precedentemente, registrano dei dati importanti in tal senso; ad esempio nella città di Messina la percentuale dei promossi nell'anno 2004 rispetto al 2003 è diminuita di ben il 34,74 per cento; nella città di Reggio Calabria si rinviene una diminuzione di candidati ammessi del 36,96 per cento; anche la città di Perugia registra una forte diminuzione, con una percentuale di variazione del 38,78 per cento; in conclusione, tra le sedi di esame del meridione le uniche città che, in seguito all'introduzione della riforma di cui alla legge n. 180 del 2003, non abbiano registrato una diminuzione di ammessi, risultano essere le città di Caltanisetta e di Cagliari, con una percentuale di promossi rispettivamente dell'1,33 per cento e del 7,22 per cento più alta nel 2004 rispetto al 2003, che, comunque restano percentuali di poco rilievo; avendo, invece, riguardo alle città del nord Italia, risulta evidente che tutte, ad eccezione delle città di Trento e di Bolzano a cui, peraltro, non si applica la riforma in esame, registrano un aumento della percentuale dei promossi; dai dati appena esposti, appare, pertanto, evidente che l'introduzione della legge n. 180 del 2003 ha notevolmente danneggiato i candidati che si presentano nelle sedi di esame del meridione rispetto alle sedi del nord Italia -: quali iniziative intenda intraprendere per garantire un criterio uniforme di correzione degli elaborati scritti, onde eliminare la significativa disomogeneità tra le percentuali dei promossi tra le varie sedi d'esame.(4-01000)
Atto Camera Risposta scritta pubblicata martedì 19 dicembre 2006 nell'allegato B della seduta n. 088 All'Interrogazione 4-01000
presentata da CRAPOLICCHIO Risposta. - Con riferimento all'interrogazione indicata in oggetto, si fa presente che il decreto-legge 21 maggio 2003 n. 112, convertito, con modificazioni, in legge 18 luglio 2003 n. 180, recante modifiche urgenti alla disciplina degli esami di abilitazione alla professione forense, ha introdotto un sistema di espletamento degli esami mirato a superare i gravi inconvenienti determinati dall'esaurimento delle prove di selezione senza raffronti esterni all'ambito dei singoli distretti di Corte d'appello. La citata legge n. 180/2003 è stata applicata, per la prima volta, alla sessione di esame 2004. Tra le novità di maggiore rilievo si segnala, in primo luogo, l'istituzione di una commissione centrale avente sede presso il ministero della giustizia, alla quale è stato attribuito il compito di determinare i criteri orientativi per la valutazione delle prove scritte e delle prove orali (articolo 1- bis comma 9 legge citata) cui si devono attenere tutte le sottocommissioni di esame presso le Corti di appello. È stata, inoltre, integrata la composizione delle sottocommissioni di esame presso le Corti di appello con ulteriori cinque membri (due avvocati, due magistrati, un professore universitario). Tale integrazione ha comportato, rispetto alla precedente disciplina, il raddoppio del numero dei componenti di ciascuna sottocommissione di esame. Altra importante innovazione riguarda la nuova procedura di correzione delle prove scritte prevista dall'articolo 2 della legge 180/2003, che prevede la correzione degli elaborati a cura di una Corte di appello diversa rispetto a quella del luogo dove si svolgono le prove scritte, da individuarsi mediante sorteggio nell'ambito di «gruppi omogenei» di Corti. La nuova procedura comporta l'adozione di un provvedimento dirigenziale di «raggruppamento» delle Corti di appello in base al numero di domande di ammissione presentate dai candidati. Nell'ambito dei gruppi così individuati sono poi sorteggiati gli abbinamenti tra Corti dove sono state svolte le prove scritte e Corti dove devono essere corretti i relativi elaborati. All'esito del sorteggio viene adottato il decreto ministeriale con cui sono determinati gli abbinamenti delle Corti di appello e contestualmente sono istituite ulteriori sottocommissioni presso quelle Corti che risultano abbinate con Corti aventi un maggiore numero di sottocommissioni. Gli elaborati dei candidati sono quindi trasmessi, subito dopo l'espletamento delle prove scritte, presso la Corte di appello «abbinata», per la correzione degli stessi. Le prove orali, invece, hanno luogo nella medesima sede delle prove scritte. Al fine di un utile confronto degli esiti degli esami svolti secondo la vecchia disciplina (ultime sessioni 2002 e 2003) con quelli dell'esame svolto in sede di prima applicazione della nuova procedura (sessione 2004), si allegano i prospetti dei dati statistici delle sessioni 2002, 2003 e 2004. Si fa infine presente che questo ministero, allo stato, non ha in corso iniziative volte a modificare la vigente disciplina. Risultano invece pendenti davanti ai due rami del Parlamento alcuni disegni di legge in materia di avvocatura, tra i quali il progetto di legge S. 963, recante «Riforma dell'ordinamento della professione di avvocato». Il Ministro della giustizia: Clemente Mastella.