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Documenti ed Atti

XV Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/01017 presentata da AMENDOLA FRANCESCO (L'ULIVO) in data 21/09/2006

Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-01017 presentata da FRANCESCO AMENDOLA giovedì 21 settembre 2006 nella seduta n.039 AMENDOLA, FORTUGNO LAGANÀ, INTRIERI, LARATTA, MORRONE e OLIVERIO. - Al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che: in data 16 agosto 2006 è stato arrestato il consigliere regionale calabrese Franco Pacenza con l'accusa di concussione; tale arresto è apparso a tutti gli osservatori che lo hanno commentato ispirarsi a modalità fortunatamente sempre più desuete in quanto eseguito in un albergo in Sardegna dove il Consigliere Franco Pacenza stava trascorrendo pochi giorni di vacanza, alla presenza di numerose persone, della moglie e del figlio adolescente; il Gip di Cosenza che ha firmato l'arresto di Franco Pacenza ha poi rilasciato un'ampia e identica intervista a diversi quotidiani entrando nel merito del dibattito provocato dall'arresto nell'opinione pubblica; gli stessi magistrati hanno escluso che Franco Pacenza abbia incassato danaro e che abbia avuto alcun ruolo nell'ambito della truffa che, secondo l'ipotesi dei magistrati, sarebbe stata consumata nell'ambito dell'utilizzo dei fondi comunitari e per la quale figurano diversi arrestati, ed indagati; le accuse contro Franco Pacenza dipendono interamente dalle dichiarazioni del signor Franco Rizzo, ritenuto dai magistrati il maggiore responsabile della truffa che ammonterebbe a parecchi milioni di euro; il signor Rizzo, definito dalla Gazzetta del Sud del 24 agosto 2006 «un esperto e geniale creatore di business planing in grado di far produrre danaro pure alle pietre» dopo un periodo di latitanza si è consegnato agli inquirenti ed è rimasto in carcere i tre giorni necessari per accusare Pacenza per poi, sostiene ancora la Gazzetta, sparire dal nostro paese e ricomparire in Germania, pare grazie a un passaporto della Guinea Bissau; il Tribunale del riesame di Catanzaro ha annullato l'ordinanza di custodia cautelare in carcere in quanto l'analisi degli elementi non consente di ritenere, allo stato, fondata l'ipotesi accusatoria, per mancanza di indizi di colpevolezza; quali provvedimenti di competenza intenda assumere al fine dei necessari accertamenti. (4-01017)

Atto Camera Risposta scritta pubblicata venerdì 5 ottobre 2007 nell'allegato B della seduta n. 218 All'Interrogazione 4-01017
presentata da AMENDOLA Risposta. - In risposta all'interrogazione indicata in esame, relativa alla vicenda dell'arresto del consigliere regionale Franco Pacenza, in relazione alla quale viene lamentata l'infondatezza del quadro indiziario sul quale l'ordinanza cautelare - successivamente annullata dal tribunale del riesame - era fondata, si fa presente che esula dal sindacato disciplinare l'esame del merito dei provvedimenti cautelari in assenza di abnormi violazioni di legge o palesi travisamenti del fatto, che, peraltro, nel caso in esame non risultano segnalati. Per quanto riguarda l'arresto del Pacenza, premesso che le modalità di esecuzione delle ordinanze di custodia cautelare risultano di esclusiva competenza della polizia giudiziaria ai sensi dell'articolo 293 codice procedura penale, si deve, comunque, evidenziare che, come rilevato dal procuratore della Repubblica di Cosenza, le ordinanze di custodia cautelare vanno eseguite subito dopo l'emissione, senza scelta di luoghi e di tempi, per l'urgenza insita nella natura del provvedimento stesso, salva, ovviamente, la necessità di ogni accortezza volta ad assicurare la dignità del soggetto privato della libertà personale nonché di garantire il senso di umanità delle attività coercitive; limiti, questi, dei quali non si segnala alcuno specifico e concreto superamento. In merito, infine, alla terza questione sollevata dall'interrogante, va osservato che le dichiarazioni rese alla stampa dal Giudice indagini preliminari Giuseppe Greco appaiono misurate, non offensive e volte a ribadire, a fronte del clamore pubblico suscitato dai fatti, l'onestà e correttezza di condotta del magistrato. Alla luce di quanto sopra esposto, non appaiono emergere profili suscettibili di valutazione in sede disciplinare. Il Ministro della giustizia: Clemente Mastella.



 
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