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Documenti ed Atti

XV Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/00063 presentata da COSSIGA FRANCESCO (MISTO-ALTRE COMPONENTI DEL GRUPPO) in data 27/09/2006

Atto Senato Interpellanza 2-00063 presentata da FRANCESCO COSSIGA mercoledì 27 settembre 2006 nella seduta n.039 COSSIGA - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri della giustizia, delle comunicazioni, dell'interno e dello sviluppo economico - Si chiede di sapere: se corrisponda al vero quanto affermato con assoluta determinazione e sicurezza dal Presidente del CO.PA.CO. on. Claudio Scajola nella trasmissione della sera di lunedì 25 settembre 2006 a "Porta a Porta", su un canale della televisione pubblica, ed alla presenza del Ministro della giustizia, che, secondo quanto risulta dall'ordinanza della magistratura milanese, che ha aperto un'inchiesta su Telecom, disponendo numerose misure restrittive personali, nessuno, dicesi nessuno, sarebbe indagato per il reato di intercettazioni illegali, ma solo per acquisizione aliunde di informazioni su persone e fatti, con attività non di per se stesse illegali se non compiute con violazione, per corruzione o altri moventi, di doveri di ufficio, nonché per l'acquisizione non giustificata di tabulati di comunicazioni telefoniche; se si intendano dare ai cittadini chiarimenti e rassicurazioni chiare, precise e documentate su questa delicatissima materia; quale sia inoltre il loro giudizio sull'almeno strano intreccio tra il sorgere del problema finanziario e industriale della Telecom, posto in modo deciso dal Governo e dagli stessi amministratori della società, e l'apertura di siffatte inchieste da parte delle Procure della Repubblica di Milano e di Roma; se nella conversione in legge del decreto-legge, lodevolmente emanato recentemente in materia, il Governo non intenda estendere, anche aggravandole, le sanzioni in esso previste per la diffusione abusiva dei testi di intercettazioni illegali, anche a quella di intercettazioni legali, condizionandone peraltro la punibilità, anche in sede soltanto civile, di giornalisti ed editori alla condanna passata in giudicato dei pubblici ufficiali: giudici, pubblici ministeri, cancellieri, segretari giudiziari e ausiliari, che abbiano illecitamente trasmesso agli operatori dell'informazione queste notizie, ad evitare che il decreto legge possa apparire come un atto punitivo soltanto dei giornalisti e degli editori, e una illegittima misura restrittiva della piena libertà di informazione, essenziale in regime democratico al controllo da parte della pubblica opinione; se il Governo infine non ritenga opportuno invitare le forze parlamentari di maggioranza e di opposizione a proporre concordemente l'istituzione di una commissione parlamentare di inchiesta, magari per semplificazione, costituendo appunto in commissione parlamentare d'inchiesta su questa materia e per questi scopi lo stesso CO.PA.CO., su tutti questi delicati e complessi intrecci anche al fine di far chiarezza sulla correttezza ed efficienza della attività dei servizi di informazione e di sicurezza per la tutela della sicurezza dello Stato e della comunità civile contro l'incombente pericolo del terrorismo internazionale ed interno, e di ingerenze di potenze estere. (2-00063)