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Documenti ed Atti

XV Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/02147 presentata da GRIMOLDI PAOLO (LEGA NORD PADANIA) in data 17/01/2007

Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-02147 presentata da PAOLO GRIMOLDI mercoledì 17 gennaio 2007 nella seduta n.093 GRIMOLDI. - Al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che: secondo un articolo pubblicato sul quotidiano Il Sole 24 ore del giorno 10 gennaio 2007, sarebbe imminente da parte del Ministero della giustizia la presentazione del disegno di legge che modifica definitivamente la disciplina dell'accesso e della progressione in carriera dei magistrati, a seguito dell'approvazione della legge n. 269 del 2006 sulla sospensione del decreto legislativo n. 160 del 2006; in base a quanto anticipato dal quotidiano, unitamente al concorso tradizionale necessario per accedere in magistratura, verrebbe introdotta una nuova modalità di reclutamento dei giudici, denominata «corso-concorso», che riguarderebbe soprattutto i laureati in giurisprudenza con meno di 35 anni ed una media complessiva non inferiore a 28/30 negli esami universitari sostenuti; nonostante sia prevista una selezione finale per accedere in magistratura al termine dei due anni del «corso-concorso», il mancato superamento della prova lascerà tuttavia impregiudicata la garanzia occupazionale nell'ambito della pubblica amministrazione -: quali siano i reali intendimenti del Ministro sulla questione in oggetto e se in particolare, non ritenga che la scelta di garantire l'accesso a tale «corso-concorso» solamente ai laureati provvisti di una media complessiva negli esami superati all'interno del relativo corso di studi pari o superiore a 28/30, finisca di fatto con limitare l'accesso al «corso-concorso» e conseguentemente alla carriera giudiziaria ai soli laureati di quelle università dove le medie dei punteggi sono più elevate, in ragione della disomogeneità esistente fra le tipologie dei corsi e i parametri di valutazione dei diversi atenei italiani; se il Ministro non valuti che il «corso-concorso», come prospettato, finisca con l'accentuareuna concezione statalistica e burocratica della magistratura, abbinando la formazione dei magistrati con quella dei dipendenti della pubblica amministrazione la cui formazione è, a giudizio dell'interrogante, del tutto estranea ed anzi culturalmente antitetica al mondo della giustizia. (4-02147)

Atto Camera Risposta scritta pubblicata lunedì 18 giugno 2007 nell'allegato B della seduta n. 171 All'Interrogazione 4-02147
presentata da GRIMOLDI Risposta. - In risposta all'interrogazione in esame, occorre precisare che rispetto alle notizie di stampa riportate dall'interrogante il testo del disegno di legge in materia di riforma dell'ordinamento giudiziario, approvato dal Consiglio dei ministri nella seduta del 7 marzo 2007, prevede una sola tipologia di concorso per l'accesso in magistratura: il concorso per esami. Nell'attuale sistema è previsto quale requisito di partecipazione alle prove concorsuali il solo conseguimento della laurea in giurisprudenza. Nel nuovo sistema, come delineato dall'articolo 1 del disegno di legge di riforma dell'ordinamento giudiziario, al contrario, si è configurata una tipologia di accesso tendenzialmente di secondo grado, in parte omogenea a quella prevista per le altre magistrature, richiedendosi, quale requisito per l'ammissione al concorso per esami, l'aver maturato già specifica esperienza come procuratori dello Stato, giudici di pace, giudici onorari di tribunale e vice procuratori onorari. È stato, inoltre, riconosciuto valore di ammissione al concorso anche ad esperienze lavorative specifiche, quale quella dei funzionari della carriera direttiva della pubblica amministrazione e dei docenti di ruolo delle università, a condizione del possesso di una qualificata anzianità di servizio. È stato, poi, previsto che potranno partecipare al concorso anche gli avvocati con almeno tre anni di iscrizione all'albo professionale ed i laureati che abbiano conseguito la specializzazione nelle professioni forensi, frequentando le apposite scuole. I nuovi requisiti per l'ammissione al concorso, se consentono di selezionare soggetti che abbiano già maturato competenze specifiche, potrebbero pregiudicare la possibilità di aver accesso in magistratura per i laureati più meritevoli, ma meno abbienti, dato il considerevole aumento dei tempi per il conseguimento dei titoli abilitanti. Per questo motivo è stato previsto che possano essere ammessi al concorso in magistratura anche «i laureati che hanno conseguito la laurea magistrale in giurisprudenza a seguito di corso universitario di durata complessivamente non inferiore a cinque anni o la laurea in giurisprudenza a seguito di un corso di studi non inferiore a quattro anni, con una votazione inedia, calcolata sulla votazione riportata in tutti gli esami sostenuti nell'intero corso di studi universitari necessario per il conseguimento della laurea magistrale o della laurea, in caso di corso quadriennale, pari almeno a 28 trentesimi ed un punteggio della sola laurea magistrale o di laurea, nel caso di laureati all'esito di un corso quadriennale, non inferiore a 107 centodecimi» (articolo 2, comma 1, lettera h) del decreto legislativo n. 160 del 2006 come modificato dall'articolo 1, comma 3, del disegno di legge in materie di riforma dell'ordinamento giudiziario). Pertanto, non è stata prevista una duplice modalità di accesso, ma uno specifico requisito che consenta ai laureati più meritevoli di poter partecipare direttamente al concorso per l'ingresso in magistratura. Quanto alla prima osservazione mossa dall'interrogante, che rileva che tale scelta potrebbe agevolare i laureati di quelle università dove le medie dei punteggi sono più elevate, deve rilevarsi che era necessario individuare dei criteri di selezione dei candidati per evitare la presenza di laureati, che, pur non essendo in possesso di idonee conoscenze tecniche, partecipino al concorso per l'accesso in magistratura, rendendo più lunghe e costose le procedure di selezione. In ordine alla difficoltà di conseguimento della media richiesta, per i laureati che abbiano frequentato università asseritamente più selettive, deve rilevarsi come anche per costoro, se in possesso delle necessarie competenze, vi sarà comunque la possibilità di accedere alla magistratura previa proficua frequentazione delle scuole di specializzazione nelle professioni legali o previo conseguimento di uno degli altri requisiti richiesti per l'ammissione al concorso per esami. Non si comprende, infine, perché le nuove modalità di partecipazione al concorso e di accesso alla magistratura dovrebbero accentuare spinte e concezioni stataliste e burocratiche della magistratura. Il Ministro della giustizia: Clemente Mastella.



 
Cronologia
mercoledì 10 gennaio
  • Politica, cultura e società
    A 27 anni dall'esplosione in volo del DC9 dell'Itavia diretto a Palermo, la prima sezione penale della Corte di Cassazione dichiara innocenti i due generali dell'Aeronautica accusati di aver depistato le indagini.

giovedì 1° febbraio
  • Parlamento e istituzioni
    Con il voto favorevole dei senatori dell'opposizione (152 voti a favore, 146 contro e 4 astenuti) l'Assemblea del Senato approva l'ordine del giorno n. 2 (Calderoli ed altri), di condivisione delle comunicazioni con cui il Ministro della difesa Parisi ha confermato il consenso del Governo all'ampliamento della base militare di Vicenza. La maggioranza vota contro tale ordine del giorno, su cui il vice ministro per gli affari esteri Intini ha espresso parere contrario. Viene quindi messo ai voti e approvato l'ordine del giorno n. 3 della maggioranza, con cui si impegna il Governo a dare impulso alla seconda conferenza nazionale sulle servitù militari.