Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/02273 presentata da NAPOLI ANGELA (ALLEANZA NAZIONALE) in data 24/01/2007
Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-02273 presentata da ANGELA NAPOLI mercoledì 24 gennaio 2007 nella seduta n.097 ANGELA NAPOLI. - Al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che: la Calabria è, purtroppo, la Regione madre della più grossa, potente e pervasiva organizzazione criminale e come tale, qualsiasi struttura giudiziaria rappresenta un importante punto di riferimento per i cittadini onesti ed una significativa presenza dello Stato; il precedente Governo Nazionale guidato dal Presidente Berlusconi, supportato da un criterio di equa distribuzione sul territorio nazionale, ha decretato la istituzione della Scuola di Magistratura a Catanzaro; diventa sempre più acclarata la notizia dello spostamento della citata Scuola di Magistratura da Catanzaro a Benevento; se la notizia corrispondesse al vero, rappresenterebbe una reale ulteriore espoliazione della Calabria, Regione già sufficientemente penalizzata, in favore di altre zone del territorio nazionale; la situazione del dipartimento giustizia calabrese è allarmante, a causa di una serie di fattori, in parte attribuibili ad incuria del Governo centrale e ad una non adeguata valutazione da parte del CSM; la sottrazione di una Scuola di Magistratura ad un territorio così «inquinato» quale quello calabrese, rappresenterebbe anche uno scoraggiamento nei confronti dei giovani calabresi, ai quali costantemente viene richiamata la cultura della legalità, che dovrebbe essere loro impartita con i fatti e non più solo «a parole»; l'Amministrazione comunale di Catanzaro ha recentemente anche deliberato la destinazione per la Scuola di Magistratura di un immobile, recentemente ristrutturato, mettendolo a disposizione del ministero della giustizia; le Istituzioni hanno il dovere di non spegnere l'entusiasmo di quei giovani calabresi che, dopo l'omicidio Fortugno, accanto ai cittadini onesti della Regione, stanno dimostrando di battersi per una realtà, che, scevra da forme di campanilismi vari, può essere in grado di divenire competitiva con il resto della Nazione -: se non ritenga indispensabile mantenere le precedenti scelte governative, lasciando la città di Catanzaro sede della prestigiosa Scuola di Magistratura. (4-02273)
Atto Camera Risposta scritta pubblicata giovedì 13 settembre 2007 nell'allegato B della seduta n. 204 All'Interrogazione 4-02273
presentata da ANGELA NAPOLI Risposta. - Tra i criteri per l'esercizio della delega conferita al Governo per l'istituzione della Scuola Superiore della magistratura, l'articolo 2, comma 2, lettera r), della legge 25 luglio 2005, n. 150 prevede «che vengano istituite sino a tre sedi della Scuola Superiore della Magistratura a competenza interregionale». Al riguardo, l'articolo 1, comma 5, del decreto legislativo 30 gennaio 2006, n. 26 (recante Istituzione della Scuola Superiore della magistratura) stabilisce, a sua volta, che «Con decreto del Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze [...] vengono individuate tre sedi della Scuola: una per i distretti ricompresi nelle regioni Lombardia, Trentino Alto Adige/Sudtirol, Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Piemonte, Liguria ed Emilia Romagna; una per i distretti ricompresi nelle regioni Marche, Toscana, Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise e Sardegna; una per i distretti ricompresi nelle regioni Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia». In attuazione del suddetto articolo 1, comma 5 è stato emanato il decreto ministeriale 27 aprile 2006, il quale prevedeva che le sedi della Scuola Superiore della magistratura sarebbero state ubicate, rispettivamente, nella provincia di Bergamo, in quella di Latina e in quella di Catanzaro. Il successivo decreto ministeriale 30 novembre 2006 - modificando in parte qua il precedente decreto del 27 aprile 2006 - ha disposto che le sedi della Scuola Superiore della magistratura saranno ubicate, rispettivamente, nella provincia di Bergamo, in quella di Firenze e in quella di Benevento. Tale decreto è stato impugnato - con distinti ricorsi - dal comune di Catanzaro, dall'amministrazione provinciale di Catanzaro e dalla Regione Calabria, nonché (in proprio) da alcuni cittadini. Al riguardo, si osserva che il decreto ministeriale 27 aprile 2006 non stabilisce che la scuola avrà sede nel comune di Catanzaro, ma si limita a prevedere che per i distretti compresi nelle regioni Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia, la Scuola avrà sede «nella provincia di Catanzaro» (la quale comprende 80 comuni, uno dei quali - Lamezia Terme - ha una popolazione residente di poco inferiore a quella del comune di Catanzaro). Va, quindi, escluso che il provvedimento di revoca sollecitato dall'interrogante produca, quale conseguenza immediata e diretta, l'istituzione della sede della scuola nella città di Catanzaro. Al fine di stabilire quali siano le località che soddisfano maggiormente i requisiti richiesti per l'ubicazione delle sedi della scuola sono state valutate le caratteristiche, le finalità e le necessità organizzative di quest'ultima. Quanto ai profili di merito relativi alla scelta della sede della scuola e, segnatamente, la centralità della località prescelta e l'esistenza di immobili demaniali idonei ad ospitare la sede della scuola, si osserva quanto segue. Assume in primo luogo rilievo l'effettiva distribuzione territoriale dei magistrati chiamati a partecipare ai corsi organizzati dalla sede meridionale della scuola (oltre un terzo dei magistrati ordinari - 1.250 su un totale di circa 3.600 - proviene dagli uffici giudiziari della Campania). In secondo luogo, va evidenziata la circostanza che coloro che sono chiamati a partecipare alle attività organizzate dalla scuola in qualità di docenti provengono da tutta Italia. In terzo luogo, occorre tenere conto dei collegamenti disponibili con le località di provenienza dei partecipanti ai corsi; al riguardo, è sufficiente ricordare che l'aeroporto di Lamezia Terme (che serve la città di Catanzaro), a differenza dell'aeroporto di Napoli Capodichino, non dispone di collegamenti quotidiani diretti con i capoluoghi dei distretti di corte d'appello delle regioni meridionali. Quanto al presupposto dell'inesistenza - nell'intero territorio della provincia di Catanzaro - di immobili demaniali idonei ad ospitare la sede della scuola, esso si fonda su una preventiva indagine conoscitiva svolta dal ministero presso l'Agenzia del demanio territorialmente competente. Viceversa, a seguito della sottoscrizione di un Protocollo d'intesa, in data 24 febbraio 2007, da parte del Ministero della giustizia, del Presidente della provincia di Benevento, del sindaco del comune di Benevento e del Rettore dell'università del Sannio, la provincia di Benevento ha messo a disposizione, a titolo gratuito, un complesso immobiliare di sua proprietà, l'ex caserma militare «Guidoni», per un periodo di nove anni, rinnovabile per altri nove anni. Tale complesso immobiliare è stato oggetto di recenti interventi di ristrutturazione e messa a norma e, tuttora, sono in corso altri interventi. La Provincia ha assunto, altresì, l'impegno di provvedere con oneri a suo carico agli ulteriori interventi che saranno richiesti dal Ministero della giustizia. La Provincia ed il Comune di Benevento, tenendo esente il ministero da ogni impegno economico, si sono impegnati ad assicurare la copertura finanziaria relativa alla gestione ordinaria e straordinaria della sede, secondo le indicazioni e le necessità del ministero. Alla luce delle considerazioni che precedono si può, dunque, affermare che la scelta di sostituire la provincia di Catanzaro con quella di Benevento è sorretta, nel decreto ministeriale 30 novembre 2006, da motivazioni adeguate e sufficienti, sia con riferimento ai problemi logistici di collegamento della provincia di Catanzaro con le sedi giudiziarie dei distretti di riferimento, sia con riferimento alla mancanza - nell'intero territorio provinciale - di immobili demaniali idonei allo scopo. Ciò diversamente dal decreto ministeriale 27 aprile 2006, il quale, viceversa, non recava l'indicazione dei motivi che avevano indotto l'amministrazione ad ubicare nella provincia di Catanzaro una delle sedi della Scuola Superiore della magistratura. La scelta effettuata risponde, pertanto, a criteri di buona amministrazione ed è definitiva, ogni valutazione essendo già stata operata con assoluta ponderazione in vista dell'emanazione del decreto. Inoltre, è questa la sede per rammentare che un chiaro segnale della presenza attiva delle istituzioni in un territorio in cui è forte la pressione della criminalità organizzata, si ricava, con evidenza, dalla convenzione stipulata in data 14 maggio 2007 tra il Ministero dell'interno ed il ministero della giustizia, relativa al rafforzamento delle risorse delle strutture giudiziarie di Catanzaro e Reggio Calabria. La convenzione segue la sottoscrizione in data 16 febbraio 2007 del «Patto Calabria Sicura», tra il Vice Ministro dell'interno, il Presidente della Regione Calabria, il Presidente dell'amministrazione provinciale di Catanzaro ed il Presidente dell'amministrazione provinciale di Reggio Calabria. Il Patto definisce un piano di interventi urgenti, prioritariamente nelle aree di Lamezia Terme, di Gioia Tauro e della Locride, consistente nel potenziamento delle risorse umane e tecnologiche dell'apparato di prevenzione e contrasto anticrimine. Il Ministro della giustizia: Clemente Mastella.