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Documenti ed Atti

XV Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/02348 presentata da D'AGRO' LUIGI (UDC (UNIONE DEI DEMOCRATICI CRISTIANI E DEI DEMOCRATICI DI CENTRO)) in data 29/01/2007

Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-02348 presentata da LUIGI D'AGRO' lunedì 29 gennaio 2007 nella seduta n.099 D'AGRÒ. - Al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che: l'attuale situazione della Casa circondariale di via Due Palazzi di Padova fa presupporre la concreta possibilità a breve di una sua chiusura definitiva; si tratta di una struttura costruita da molti decenni, con una concezione arcaica dei diritti dei detenuti in attesa di giudizio, dove, a quanto risulta all'interrogante, sono spesso ammassati circa 250 detenuti in luogo della capienza stabilita nell'autorizzazione iniziale (92 posti + 6 di isolamento) e dove sono inqualificabili la fatiscenza dei servizi e sottoservizi, la difficoltà di effettuare manutenzioni ordinarie, le nutrite colonie di topi, i bagni nelle celle, la eccessiva promiscuità; la costruzione della nuova struttura, a fianco della vecchia, della quale è prevista l'apertura nei prossimi giorni, è il risultato atteso da molti anni; nonostante il netto miglioramento della qualità della vita (sale climatizzate, nuova infermeria, aula informatica, biblioteca, spazi per attività ludica), la nuova struttura è decisamente più piccola dell'attuale e, per quanto si possa lavorare su funzionalità e razionalità al fine di ottimizzare gli spazi e le funzioni da svolgere, la situazione è difficile per il benessere sia dei detenuti sia degli operatori di polizia penitenziaria; una cella standard è di circa venti metri quadrati, compresa la cucina e lo spazio per il bagno attiguo alla cella, con la presenza di tre file di tre letti a castello per un totale di nove posti letto; il nuovo edificio ha una capienza regolamentare di 84 posti, ma all'atto dell'apertura sarà occupata dagli attuali detenuti della vecchia struttura (160 persone); se a tale situazione si aggiunge il tasso di criminalità presente nella provincia di Padova (uno dei più alti del Veneto) si comprende come gli spazi siano fortemente inadeguati per le attività di recupero, riabilitazione e vita sociale; nello stesso tempo la vecchia struttura, già ora fatiscente, una volta dimessa, non sarà più in condizione di svolgere alcuna funzione, neanche di tipo emergenziale; la mancanza di spazi idonei provoca contestualmente la crescita dei pericoli sociali connessi ai conflitti tra detenuti, alla mancanza di privacy , all'insorgenza delle liti, alla promiscuità tra detenuti di diverse nazionalità e appartenenze religiose, al lavoro degli operatori di polizia in sezione; il fondo nazionale per l'ammodernamento delle strutture carcerarie dovrebbe essere garantito nelle risorse indispensabili ad un efficace piano di ristrutturazione degli istituti; sebbene la riduzione dei detenuti, a seguito dell'indulto, abbia evitato una rivolta sociale nelle carceri italiane, non ha determinato un risparmio economico in quanto se venissero chiuse intere sezioni o carceri ritornerebbe la situazione di malessere sociale legato all'eccessiva popolazione carceraria in pochi spazi -: alla luce di tali considerazioni, quali iniziative intenda adottare per ampliare la nuova struttura della Casa circondariale di Padova che, ad avviso dell'interrogante, sarebbe fortemente a rischio qualora dovesse ospitare un numero di detenuti pari o addirittura superiore a quello attuale; quali misure intenda adottare per aumentare la dotazione organica del personale (attualmente carente di una trentina di unità), definendo la posizione dei molti distaccati ed evitando una pesante concentrazione di servizi e funzioni nelle sezioni con palesi rischi per la sicurezza e la prevenzione dei conflitti. (4-02348)

Atto Camera Risposta scritta pubblicata lunedì 25 giugno 2007 nell'allegato B della seduta n. 176 All'Interrogazione 4-02348
presentata da D'AGRO' Risposta. - In risposta alla interrogazione, si fa presente che in data 5 febbraio 2007 è stata attivata a Padova la nuova struttura detentiva denominata «Ex femminile», con la chiusura dei vecchi reparti di detenzione. I nuovi locali hanno consentito un netto miglioramento delle condizioni di vita della popolazione detenuta e del personale di Polizia penitenziaria. Tutte le stanze, oltre a garantire luminosità e possibilità di ricambio d'aria, impensabili nelle vecchie celle, sono dotate di un «angolo cucina» con mobili in acciaio inox e di un bagno dotato di doccia e bidet. Anche il personale può svolgere il proprio lavoro in condizioni assolutamente diverse da prima. In ogni sezione gli agenti hanno un vero e proprio ufficio, dotato di servizi igienici. I carichi di lavoro sono diminuiti perché non vi è più, ad esempio, la necessità di aprire le celle per permettere ai detenuti di utilizzare le docce. Inoltre, la maggior parte delle attività culturali e ricreative si svolge sul piano, che è dotato di sala giochi ed aula scolastica. Anche i tempi degli spostamenti dei detenuti da una zona all'altra dell'istituto - per raggiungere la matricola o l'infermeria od altri luoghi - sono più che dimezzati, avendo l'intera struttura, nel complesso, una superficie inferiore di circa il 50 per cento rispetto alle vecchie sezioni. Tutto questo ha portato anche ad un miglioramento del clima generale che si percepisce nelle sezioni. L'intero edificio, inoltre, garantisce condizioni di salubrità e idoneità a cui quello vecchio da molti anni non era neppure in grado di avvicinarsi. Nella struttura preesistente, infatti, vi erano infiltrazioni d'acqua continue, una temperatura sempre molto bassa, nonostante l'enorme spesa sostenuta per il riscaldamento, a causa della inesistente tenuta degli infissi, periodiche infestazioni di insetti a causa della promiscuità estrema, conseguenza di un elevato indice di sovraffollamento. Alla data del 17 aprile 2007 i detenuti ristretti presso la Casa circondariale di Padova ammontavano a 175, a fronte di una capienza regolamentare di 210 posti ed una capienza tollerabile stimata in 259. Più in generale, per limitare gli effetti negativi di un eventuale stato di sovraffollamento, il competente ufficio del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria è costantemente impegnato nell'elaborazione di specifici progetti. Uno di questi, denominato P.E.A. n. 23, vede la Direzione generale dei detenuti e del trattamento unitamente alla Direzione generale delle risorse materiali, dei beni e dei servizi, impegnata ad espletare una attività di programmazione per la razionalizzazione delle capienze negli istituti penitenziari ed il recupero delle strutture disponibili. L'istituto di Padova, malgrado le prime difficoltà affrontate nel passaggio dei detenuti dalla vecchia alla nuova struttura, risulta particolarmente attivo nell'organizzazione delle attività trattamentali, scolastiche, ricreative e culturali. Per quanto concerne, invece, il personale, si fa presente che la carenza d'organico del Corpo di Polizia penitenziaria di Padova è una manifestazione del più generale problema che si presenta a carattere nazionale. È necessario precisare che i provvedimenti di distacco in sedi extra-regionali adottati dal competente ufficio del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, alla data dell'8 marzo 2007, erano circa 21 e tutti, comunque, legati a legittime esigenze di carattere familiare, di servizio e di mandato elettorale. Il recente provvedimento di indulto inoltre, riducendo la popolazione detenuta, ha migliorato le condizioni lavorative del personale. Il Ministro della giustizia: Clemente Mastella.



 
Cronologia
mercoledì 10 gennaio
  • Politica, cultura e società
    A 27 anni dall'esplosione in volo del DC9 dell'Itavia diretto a Palermo, la prima sezione penale della Corte di Cassazione dichiara innocenti i due generali dell'Aeronautica accusati di aver depistato le indagini.

giovedì 1° febbraio
  • Parlamento e istituzioni
    Con il voto favorevole dei senatori dell'opposizione (152 voti a favore, 146 contro e 4 astenuti) l'Assemblea del Senato approva l'ordine del giorno n. 2 (Calderoli ed altri), di condivisione delle comunicazioni con cui il Ministro della difesa Parisi ha confermato il consenso del Governo all'ampliamento della base militare di Vicenza. La maggioranza vota contro tale ordine del giorno, su cui il vice ministro per gli affari esteri Intini ha espresso parere contrario. Viene quindi messo ai voti e approvato l'ordine del giorno n. 3 della maggioranza, con cui si impegna il Governo a dare impulso alla seconda conferenza nazionale sulle servitù militari.