Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/02339 presentata da BIANCOFIORE MICHAELA (FORZA ITALIA) in data 29/01/2007
Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-02339 presentata da MICHAELA BIANCOFIORE lunedì 29 gennaio 2007 nella seduta n.099 BIANCOFIORE, LA LOGGIA, SANTELLI, CARFAGNA, BERTOLINI, FITTO e GARDINI. - Al Ministro dell'interno, al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che: in numerosi articoli di stampa locale e nazionale, si è appreso ancora una volta di una deriva tutt'altro che folcloristica, bensì di attività irregolare del corpo dei cappelli piumati, così detti Schützen altoatesini, le cui manifestazioni e vita associativa sono foraggiate dai contributi pubblici messi a disposizione dalla Provincia Autonoma di Bolzano, ergo dalle leggi finanziarie dello Stato; gli stessi tiratori - Schützen del Tirolo del Nord - Austria, lo scorso dicembre hanno accusato a mezzo stampa, quelli altoatesini di un non ben specificato estremismo di destra addirittura filo-nazista, rinunciando con ciò ad accoglierli sotto un'unica bandiera di una federazione «pantirolese» e di partecipare al tradizionale appuntamento dell'Immacolata nel Comune di Appiano sulla strada del vino, dove ogni anno i tiratori di tutta l'area alpina si ritrovano per commemorare gli irredentisti degli anni '60, in particolare quel Sepp Kerschbaumer condannato a 15 anni e 11 mesi di reclusione per l'organizzazione degli attentati dinamitardi e fondatore nel 1957 del BAS (Befreiungsausschuss Südtirol - Comitato per la liberazione del Tirolo del Sud) ovvero di un'organizzazione filoterroristica che aveva l'obiettivo della secessione dell'Alto Adige dall'Italia e la riunificazione con il Tirolo e l'Austria; la magistratura italiana ha avviato un'indagine sull'attività propagandistica filo-nazista anche di alcuni esponenti di punta dei cappelli piumati altoatesini; a seguire la suddetta presa di posizione degli Schützen del Nord Tirolo, inizialmente incomprensibile considerati i rapporti storici fra le compagnie del nord e del sud Tirolo il quotidiano tedesco «Tageszeitung» - come riportato dagli articoli di stampa, ha rivelato che in Alto Adige sarebbe stata costituita una cellula segreta degli Schützen chiamata «Maria Theresia» ispirata all'ex imperatrice austriaca - il cui addestramento avrebbe caratteristiche di tipo paramilitare e si terrebbe in luoghi lontani da occhi indiscreti prevalentemente in boschi isolati, dove i «camerati» verrebbero istruiti con fini tutt'altro che pacifisti addirittura da ex ufficiali dell'esercito tedesco; in particolare il responsabile culturale degli Schützen Peter Piock, avrebbe addirittura affidato tale indottrinamento all'ex Generalmayor Gerd Schültzen-Rhonhof, salito tristemente alle cronache di tutto il mondo germanico per le sue conferenze negazioniste e revisioniste, le sue idee e opinioni apertamente filo naziste tra le quali la negazione dell'Olocausto, la parificazione tra Wermacht e Waffen SS, l'annessione dell'Austria alla grande Germania, riportate in particolare nella monografia «1939. La guerra che aveva molti padri»; recentemente gli Schützen altoatesini hanno oscurato il proprio sito internet per dichiarate infiltrazioni filo naziste ed estremiste; ritualmente si rendono protagonisti di non ben definiti «onori militari» con spari a salve dei fucili storici dei «tiratori scelti» concessi loro a suo tempo dall'ex Ministro degli interni Enzo Bianco - nei confronti di ex terroristi degli anni '60, come recentemente ai funerali del terrorista altoatesino Heinrich Oberlechner morto ad Innsbruck e seppellito a Molini di Tures. Notizia annunciata - peraltro, dall'associazione di Norimberga che raggruppa personaggi dell'estremismo sudtirolese e pangermanista, guidata da Erhard Hartung, condannato in Italia all'ergastolo; nel loro statuto si legge che trattasi di un'organizzazione folcloristica popolare e che dunque non sono spiegabili né il vaneggiamento di armi - seppure storiche ma che con lievi modifiche divengono perfettamente funzionanti, né atti come gli annuali festeggiamenti di ex terroristi come quelle che si tengono nel cimitero di San Paolo Appiano legittimati addirittura dal segretario politico della SüdtirolerVolkspartei, nonché vicesindaco del capoluogo altoatesino e sollecitatore della famigerata petizione dei 116 sindaci altoatesini per l'autodeterminazione e riannessione all'Austria; recentemente il Presidente della Provincia Autonoma di Bolzano ha chiesto la libera circolazione in Europa delle armi (sciabole e fucili) e che gli Schützen di Oltre Brennero potessero entrare in Italia, in Alto Adige, con i fucili di quelle compagnie che parrebbero perfettamente funzionanti, con palese violazione dell'ordinamento giuridico italiano; più volte innanzi ad interrogazioni della scrivente manifestanti seria preoccupazione, il Vice Ministro agli Interni ha tendenzialmente sminuito la portata degli atti e delle idee professate dagli Schützen e da alcuni partiti locali di lingua tedesca con ciò, ad avviso degli interroganti, inducendoli a ritenere di poter rimanere essenzialmente impuniti; l'articolo 18 della Costituzione italiana recita: «I cittadini hanno diritto di associarsi liberamente, senza autorizzazione, per fini che non sono vietati ai singoli dalla legge penale. Sono proibite le associazioni segrete e quelle che perseguono, anche indirettamente scopi politici mediante organizzazioni di carattere militare»; gli Schützen svolgono con tutta evidenza - come si può rilevare da 50 anni di rassegna stampa, attività politica organizzata attraverso squadre o corpi da loro stessi chiamati «Kameraten» - letteralmente «combattenti»; il governo italiano, per iniziativa del ministro della Giustizia sta predisponendo un disegno di legge che punisce con la reclusione coloro che si rendono rei di negare l'Olocausto e la legge Mancino prevede severe sanzioni contro coloro che inneggiano e promuovono ideali e valori legati al nazi-fascismo; la Presidenza tedesca dell'Unione europea ha al primo punto dell'agenda del semestre la proposta diretta ad armonizzare in Europa le azioni e le sanzioni contro il razzismo, l'antisemitismo e la xenofobia. Con ciò sottolineando che i valori assoluti dell'Unione Europea sono costruiti sul rispetto della vita e della dignità di ogni persona umana ed è per tali ragioni che ancora oggi la memoria dell'Olocausto, e dei milioni di innocenti della dittatura nazista, deve restare viva presso i cittadini, prevenendo e contrastando - anche con punizioni esemplari, i comportamenti volti a negare il genocidio degli ebrei inneggianti l'odio razzista; secondo gli stessi inquirenti, se si dovesse accertare che corrisponda a verità la costituzione in seno agli Schützen della cellula paramilitare «Maria Theresia» con gli obiettivi sopra descritti, si potrebbe configurare il reato di attentato all'unità dello Stato -: cosa intenda fare il governo italiano per garantire l'unità dello Stato e mettere fine al perdurare di provocazioni che mettono a rischio la pacifica convivenza raggiunta attraverso la concessione da parte dello Stato italiano di un'autonomia politica, economica, amministrativa che non conosce pari in Europa e con il sacrificio della esclusione di fatto della maggioranza delle popolazioni italiane e ladine al governo di detta autonomia; come si inserisca, a parere dei ministri interrogati, il così detto corpo degli Schützen altoatesini nel dettato dell'articolo 18 della Costituzione; se non ritenga di attuare immediatamente il ritiro della concessione delle armi storiche che con semplici modificazioni possono divenire perfettamente funzionanti; se non ritenga - innanzi al perdurare di scopi ambigui della suddetta associazione - prevederne lo scioglimento sull'esempio di quanto accaduto anche in altri paesi europei (Spagna) e/o comunque individuare le modalità per indurre la Provincia Autonoma di Bolzano, a far giurare gli associati sulla Costituzione italiana, previa concessione dei contributi pubblici finalizzati esclusivamente ad un'attività statutaria trasparente e realmente di matrice culturale. (4-02339)
Atto Camera Risposta scritta pubblicata martedì 24 luglio 2007 nell'allegato B della seduta n. 193 All'Interrogazione 4-02339
presentata da BIANCOFIORE Risposta. - Secondo quanto riferito dalle Autorità provinciali di pubblica sicurezza di Bolzano, un quotidiano locale in lingua tedesca ha pubblicato, nello scorso mese di gennaio, alcuni articoli di stampa nei quali è stato fatto riferimento a non meglio specificati corsi di formazione paramilitare da parte di una asserita associazione segreta, avente nome di copertura «Maria Theresia», operante all'interno della Lega dei «tiratori scelti» (Schützen) del Sud Tirolo (Alto Adige). Pertanto, la questura del capoluogo ha inoltrato una segnalazione alla locale procura della Repubblica, che ha delegato alla Digos il compito di esperire un'indagine conoscitiva per verificare la sussistenza, o meno, di elementi che configurino nella fattispecie l'ipotesi di reato contro la personalità dello Stato. Giova evidenziare che quest'ultimo - nella nuova formulazione dell'articolo 241 del codice penale, come novellato dalla legge n. 85 del 24 febbraio 2006 in materia di reati d'opinione - può ora configurarsi solo in presenza di «atti violenti diretti e idonei a sottoporre il territorio dello Stato o una parte di esso a sovranità di uno stato straniero, ovvero a menomare l'indipendenza o l'unità dello Stato». Secondo le indagini svolte dagli inquirenti, non sono finora emersi elementi concreti né sull'esistenza di un'associazione segreta, né su attività di addestramento di carattere militare da parte dei cosiddetti «tiratori scelti». D'altra parte, lo scioglimento della Lega degli Schützen potrebbe essere disposta, in base all'attuale legislazione, solo in virtù di comprovati e gravi motivi che, allo stato attuale, non sembrano sussistere. Occorre evidenziare che i vertici di detta organizzazione hanno categoricamente smentito che vi siano state attività illegali all'interno della stessa, pur ammettendo che è stato, effettivamente, organizzato un corso di formazione, denominato «cadetti classe Maria Theresia». Quest'ultimo avrebbe comunque riguardato materie tipiche dei cosiddetti "tiratori scelti", quali l'organizzazione di sfilate e di feste campestri, nonché l'addestramento formale delle diverse compagnie, che rievocano la tradizione storica di quei reparti di volontari che si opposero ai soldati napoleonici e bavaresi. Una sola delle lezioni del citato corso di formazione risulta essere stata tenuta da un ex generale dell'esercito federale tedesco, ritenuto dai servizi di sicurezza interni della Germania come appartenente all'estremismo di destra, in quanto noto per la sua adesione alle tesi revisioniste e negazioniste delle responsabilità del nazismo. Si evidenzia che, a seguito delle conseguenti polemiche, il comandante degli Schützen ha reso noto di aver sospeso dall'incarico il responsabile culturale dell'organizzazione per il «deprecabile errore» commesso dal medesimo nella scelta dell'ex ufficiale germanico in parola. Inoltre, il citato comandante, nell'esprimere piena fiducia nell'operato della magistratura italiana, ha sostenuto che l'eco suscitata dalla vicenda sulla stampa altoatesina faccia parte di una mirata campagna denigratoria nei confronti della tradizione del corpo degli Schützen Sud tirolesi ed ha, pertanto, preannunciato azioni legali. Come è noto, la Lega degli Schützen, fondata nel 1958, viene considerata a livello locale un'associazione rientrante nella fattispecie di quelle storico-culturali, motivo per il quale fruisce di contributi erogati dagli enti locali. In diverse pronunce l'Autorità giudiziaria ha sostenuto la non assimilabilità del tradizionale costume utilizzato dagli Schützen, (Tracht) alla disciplina giuridica sull'uso delle uniformi o delle divise di cui all'articolo 1 del decreto legislativo n. 43 del 14 febbraio 1948, recante disposizioni in materia di divieto delle associazioni di carattere militare. La concessione dell'uso delle armi storiche, sempre nel corso di manifestazioni culturali tradizionali, è stata data da questa Amministrazione a condizione che le stesse vengano rese permanentemente inoffensive, cioè in modo da renderle semplici simulacri d'arma in grado di sparare unicamente colpi a salve, così come stabilito dalla Commissione tecnica centrale sul controllo delle armi. Ciò premesso, si assicura che le Autorità di pubblica sicurezza seguono con attenzione le attività dei cosiddetti «tiratori scelti», al fine di assicurare la più rigorosa osservanza di tutte le normative di settore ed, in particolar modo, dei principi costituzionali in materia di tutela delle libertà di tutti i gruppi etnici residenti nella provincia autonoma di Bolzano, nonché dell'integrità territoriale della Repubblica Italiana. Il Viceministro dell'interno: Marco Minniti.