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Documenti ed Atti

XV Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/01277 presentata da NOVI EMIDDIO (FORZA ITALIA) in data 07/02/2007

Atto Senato Interrogazione a risposta scritta 4-01277 presentata da EMIDDIO NOVI mercoledì 7 febbraio 2007 nella seduta n.103 NOVI - Ai Ministri dell'interno e della giustizia - Risulta all'interrogante che: il Prefetto di Napoli in data 4 aprile 1992 decretava la revoca della licenza per l'istituto di vigilanza "Il gatto" rilasciata a Domenico Salvatore D'Avino in seguito alla richiesta della Procura della Repubblica di Napoli di applicare al signor D'Avino la misura della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno; a quanto consta, con lo stesso provvedimento sempre la Procura di Napoli disponeva il sequestro della società "Il gatto"; nel 12 ottobre 1994 il Prefetto di Napoli, a giudizio dell'interrogante, con un suo discusso provvedimento autorizzava la società "Il gatto" ad espletare di nuovo l'attività di vigilanza; quel provvedimento risulta, a parere dell'interrogante, incomprensibile anche alla luce delle dichiarazioni rese dal testimone di giustizia e capo dell'omonimo clan Pasquale Galasso; il titolare D'Avino in data 7 maggio 2002 veniva deferito alla Procura della Repubblica di Nola per la violazione dell'art. 357 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza in relazione all'articolo 221 dello stesso, per non aver applicato le tariffe approvate dalla prefettura in data 5 luglio 2000; il 29 giugno 1992 la Procura di Napoli faceva richiesta al presidente del Tribunale di Napoli di misure di sorveglianza speciale a causa dei metodi violenti e prevaricatori con cui venivano acquisiti i clienti dall'istituto "Il gatto", nonché la vicinanza di questo istituto a clan camorristi operanti nelle zone in cui era presente con la sua attività di vigilanza; l'istituto "Il gatto" inizialmente era formato dai familiari del capo clan Pasquale Galasso; i capitali iniziali provenivano dalle attività illecite della famiglia camorrista; l'autorizzazione prefettizia avvenne dopo la sostituzione con prestanome degli originari proprietari dell'istituto "Il gatto"; sempre l'istituto "Il gatto", a parere della Procura di Napoli, conquistò spazi di mercato mediante intimidazioni mafiose a Poggiomarino, a Castellammare e in provincia di Napoli; nell'ordinanza di custodia cautelare n. 4212/R/95 del 25 luglio 1995 sono riportate le dichiarazioni del capo clan Pasquale Galasso che afferma testualmente che «l'istituto "Il gatto" aveva iniziato ad operare nella mia zona spendendo il mio nome per procurarsi clienti»; a giudizio dell'interrogante, con una discutibile sentenza il Tribunale di Napoli condannava per diffamazione un quotidiano che aveva evidenziato i rapporti collusivi tra l'istituto di vigilanza e la famiglia mafiosa dei Galasso; sulla base di questa condanna i titolari dell'agenzia pretendono un risarcimento dei danni morali in sede civile al fine di poter utilizzare un'altra sentenza a loro favore per difendersi in sede giudiziaria da nuove inchieste della Procura Antimafia; le protezioni istituzionali su cui può contare l'istituto di vigilanza, a parere dell'interrogante, persistono e fino ad ora non sono state individuate nonostante il contesto mafioso in cui l'istituto di vigilanza opera, si chiede di conoscere quali misure di propria specifica competenza i Ministri in indirizzo che intendono assumere nei confronti di quanti all'interno delle istituzioni continuano ad assicurare protezione a istituti di vigilanza che come nel caso del "Il gatto", a giudizio dell'interrogante, sono stati attivati dalle famiglie camorriste e sono tuttora gestiti dai loro prestanome. (4-01277)

 
Cronologia
venerdì 2 febbraio
  • Politica, cultura e società
    In occasione della partita di calcio Catania-Palermo, scoppia una guerriglia tra le tifoserie in cui perde la vita l'ispettore di Polizia Filippo Raciti. Il giorno successivo viene sospeso il campionato di calcio.

giovedì 8 febbraio
  • Parlamento e istituzioni
    Il Governo emana il decreto-legge 8 febbraio 2007, n.8 recante misure urgenti per la prevenzione e la repressione di fenomeni di violenza connessi a competizioni calcistiche. Il decreto sarà convertito, con modificazioni, nella legge 4 aprile 2007, n. 41.