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Documenti ed Atti

XV Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00636 presentata da CAPARINI DAVIDE (LEGA NORD PADANIA) in data 14/02/2007

Atto Camera Interrogazione a risposta orale 3-00636 presentata da DAVIDE CAPARINI mercoledì 14 febbraio 2007 nella seduta n.109 CAPARINI e BRICOLO. - Al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che: nei giorni scorsi in tutte le Procure d'Italia sono state celebrate le giornate per l'apertura dell'anno giudiziario durante le quali sono stati dati i numeri reali sui crimini commessi durante l'anno appena trascorso; da una analisi degli stessi, comparata con i dati forniti dal Ministero della giustizia e dal Dipartimento anticrimine emerge che in Italia c'è stato un aumento esponenziale di atti di violenza nei confronti delle donne e che si sono registrati ben il 30 per cento dei casi di abuso sessuale sui bambini in più rispetto agli anni precedenti; si è mantenuta drammaticamente bassa l'età media delle vittime di abuso, che va così dagli zero ai cinque anni. Le regioni più colpite da questo esecrabile crimine sono la Lombardia, il Veneto, il Lazio e la Campania; nel 2006 sono state aperte circa 3.000 pratiche legate a minori scomparsi. Statisticamente il 20 per cento dei bambini scomparsi non viene più ritrovato, i sospetti degli inquirenti sono rivolti alle reti pedopornografiche. Solo nel primo semestre dell'anno scorso siti, collettivi o individuali, propedofilia hanno avuto un incremento del 300 per cento; i dati sono agghiaccianti: su un campione scelto di ben 443 pedofili accertati, il 67 per cento (pari a 299) è rimasto in stato di libertà con l'aggravante di continuare a rimanere, nella maggior parte dei casi, a contatto diretto con i bambini; in aumento sono anche i crimini legati alla pedofilia in internet, dove un sito pedopornografico produce un introito giornaliero di almeno 90mila euro, secondo una cifra fornita durante un recente convegno tenutosi a Cuneo presso l'ordine dei medici, dal dottor Tommaso Pastore, dirigente responsabile della squadra mobile di Cuneo. Il costo medio di una foto pedopornografica spazia invece tra i 30 e i 100 euro; «Oggi i pedofili cercano fotografie sempre più raccapriccianti, chiedendo ai produttori di tale materiale un aumento delle violenze ed un abbassamento delle età delle vittime. Per questo non è più raro che si trovino anche dei neonati, tra le giovani vittime» è il commento del dottor Massimiliano Frassi presidente dell'Associazione Prometeo a difesa delle vittime della pedofilia www.associazioneprometeo.org; statisticamente sette bambini su dieci navigano da soli senza alcun controllo da parte di adulti ed il 70 per cento degli «agganci» da parte di pedofili avviene nelle chat . Oggi i bambini iniziano a navigare in internet fin dall'età di 7 anni. Spesso dopo i primi messaggi segue anche un contatto diretto da parte del pedofilo che riesce a risalire all'abitazione del giovane, ad ottenere un incontro ed a far scattare l'abuso; nel mondo, secondo un report dell'Onu, ogni anno si stima che siano violentate 150 milioni di bambine. Il segretario generale Kofi Annan ha suggerito ad ogni paese di adottare «drastiche misure di contrasto a tale turpe fenomeno» anche in relazione al fatto che in molti paesi l'abuso «sia socialmente accetto o persino legale». A tal riguardo l'Italia rimane uno dei paesi a «massima esportazione» di turisti sessuali. Al fianco delle mete oramai consolidate in tal senso, in primis Romania e Thailandia, oggi si presentano nuovi territori dove andare a «caccia di bambini». Tra questi l'Ungheria, che nel 2006 ha visto triplicati i reati di abusi a danno di minori o il Kenya, dove esistono circa 15mila bimbi di strada vittima di violenza e per i quali è sceso in campo il presidente dell'Unicef Italia Antonio Sclavi che ha denunciato i crimini disgustosi consumati impunemente sulla pelle di questi bimbi «da parte di un numero sempre maggiore di italiani»; nell'Europa orientale ancora oggi ci sono 1.500.000 bambini che vivono fuori dalla famiglia, 900mila dei quali sono rinchiusi in istituti, spesso in condizioni ai limiti della sopravvivenza. Solamente lo scorso anno in Romania sono stati abbandonati in strada circa 9.000 bambini. Molti sono stati poi arrestati dalla polizia e rinchiusi in manicomi, facendo loro condividere gli spazi insieme a malati di mente adulti. Quando il reato non è consumato all'estero, dall'estero vengono portate le vittime. Solo a Milano sono almeno 500 i baby prostituti della Romania; sono oramai ridotti ad una percentuale bassissima i casi di cosiddetti «falsi abusi», che oggi si avvicinano intorno allo 0,5 per cento. Percentuale riferita specialmente a quei casi in cui adolescenti, o preadolescenti affermano di aver subito attenzione da parte di adulti, salvo poi in sede di colloquio venire smentite dai fatti. Lo stesso non avviene per casi di bimbi piccoli, la cui credibilità è confermata dal fatto che si trovano a raccontare, con vissuti drammatici e per loro sempre dolorosi, attenzioni o violenze sconosciute alla loro giovanissima età; secondo dati nazionali, il 50 per cento degli adulti che hanno problemi di disturbi alimentari, soprattutto di anoressia, hanno subito abusi sessuali durante l'infanzia senza ricevere il necessario aiuto. Lo stesso dicasi per i casi di suicidi tra i giovani, dei quali raramente si ha notizia, ma che spesso hanno una comune matrice legata all'abuso, laddove la morte diventa una drastica via di fuga da una situazione non più gestibile dalla vittima; tra gli elementi di novità, se così si può dire, l'aumento di casi legati a scuole materne dove interi gruppi di bimbi sono stati sottoposti ad abusi rituali, casi per i quali, dopo aver analizzato le carte processuali e seguito alcune vittime da vicino, l'Associazione Prometeo ha parlato dell'esistenza di una rete che agisce nel nostro paese; vi è un aumento di sette pseudo religiose o di tipo satanico, che rivolgono sempre di più la propria attenzione ai giovani. Giovani come partecipanti delle stesse, o giovanissimi come vittime per i propri rituali. Un'indagine svolta dall'Asl di Varese, insieme alla provincia, su un campione di 561 studenti ha rilevato che il 12,5 per cento degli stessi aveva subito abusi sessuali durante l'infanzia, facendo così parlare di «epidemia silenziosa»: tali dati potrebbero essere in difetto dato che il 3 per cento dei ragazzi intervistati tramite questionari anonimi, a tale domanda ha siglato la risposta «preferisco non rispondere». «Solo lo scorso anno sono state raccolte al nostro sportello di ascolto 46 nuove storie di giovani e di adulti che da bambini hanno subito abusi da parte di genitori, insegnanti e sacerdoti, nessuno dei quali è stato creduto da chi stava vicino e oggi, oltre a dover far fronte al peso dell'abuso, devono fare i conti con disturbi alimentari e di dipendenza da sostanze» ha dichiarato ai sottoscritti interroganti Marco Marchese, psicologo e presidente dell'AMS di Palermo, aggiungendo «purtroppo sono ancora molti i pedofili che riescono a vincere i processi a causa della vecchia formula dell'insufficienza di prove, formula che va ricordato non equivale al fatto che non sia accaduto nulla ma che le prove, appunto, non siano state sufficienti». Anche davanti a questo la prevenzione, quindi, risulta essere oggi più che mai necessaria; i dati forniti fanno emergere l'imprescindibile necessità di un intervento sempre più coordinato tra le varie forze in campo, col fine di tutelare, di più e meglio, i bambini, in una società che pare aver oramai abdicato a tale ruolo -: quali misure intenda adottare il ministro per prevenire, contrastare e reprimere tale abominevole crimine. (3-00636)

 
Cronologia
giovedì 8 febbraio
  • Parlamento e istituzioni
    Il Governo emana il decreto-legge 8 febbraio 2007, n.8 recante misure urgenti per la prevenzione e la repressione di fenomeni di violenza connessi a competizioni calcistiche. Il decreto sarà convertito, con modificazioni, nella legge 4 aprile 2007, n. 41.

sabato 17 febbraio
  • Politica, cultura e società
    A Vicenza si svolge una grande manifestazione contro la decisione del Governo di allargare la base militare statunitense al posto dell'Aeroporto Dal Molin.