Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/02848 presentata da PEDICA STEFANO (ITALIA DEI VALORI) in data 07/03/2007
Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-02848 presentata da STEFANO PEDICA mercoledì 7 marzo 2007 nella seduta n.121 PEDICA. - Al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che: la Scuola Superiore della Magistratura è un prestigiosissimo ente istituito con decreto legislativo n o 26 del 30 gennaio 2006 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n o 28 del 3 febbraio 2006) che dal 2008, con sole tre sedi nazionali, si renderà operativa con corsi di alto livello che saranno erogati in merito all'organizzazione ed alla gestione del tirocinio e della formazione degli uditori giudiziari, all'organizzazione dell'aggiornamento professionale e formazione dei magistrati, alla promozione di iniziative e scambi culturali e ricerca, all'offerta di formazione di magistrati stranieri nel quadro di accordi internazionali di cooperazione tecnica in materia giudiziaria. Un'istituzione, dunque, dalla forte valenza culturale e dall'indubitabile positivo impatto sociale ed economico che avrà sul territorio in cui sarà presente; il decreto interministeriale del 27 aprile 2006 firmato da Tremonti e Castelli, all'epoca rispettivamente ministri dell'economia e della giustizia, individuava nel Paese tre sedi della Scuola: Bergamo per il Nord Italia, Latina per il Centro Italia e Catanzaro per il Sud Italia, nel cui distretto sono comprese le regioni Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia; la scelta operata per l'individuazione delle tre sedi seguiva un deciso criterio di ordine geografico e, nel caso di Catanzaro, felicemente ubicata nel cuore del Mediterraneo e perciò facilmente accessibile dalle regioni di riferimento tramite le infrastrutture stradali ed aeroportuali con cui è servita - teneva altresì conto della rilevante tradizione di studi giuridici del capoluogo calabrese, dell'antica Corte d'Appello ivi presente, della presenza universitaria; il 30 novembre 2006, con decreto n. 26, il Ministro della giustizia, Clemente Mastella, cancella la sede catanzarese dirottando la Scuola a Benevento, peraltro sua città d'origine. Fra l'altro, è strano che tale decreto più volte menzionato dallo stesso Ministro non sia inserito nel sito internet del Ministero, quasi per una sorta di pudore o per evitare amplificazioni negative all'immagine del Ministro; la motivazione ufficiale con cui il Ministro Mastella giustifica tale decisione si ritrova nella risposta data all'onorevole Pedrizzi che lo interroga nel Question Time del 13 dicembre 2006: «Tale scelta è stata compiuta, come indicato nel decreto del 30 novembre 2006, in primo luogo perché le filiali dell'agenzia del demanio hanno segnalato che in nessuna delle suindicate province esistono immobili demaniali idonei allo scopo previsto. In secondo luogo, si è tenuto conto della circostanza, anch'essa menzionata nel decreto del 30 novembre 2006, che le sedi di Latina e Catanzaro risultano decentrate. Il fatto che tali sedi non siano attualmente raggiungibili comporta, inevitabilmente, maggiori costi a carico dell'erario per viaggi e permanenza. Infine, si sono considerate le esigenze complessive della distribuzione di occasioni e risorse materiali e culturali, nell'ambito di un disegno di più ampio respiro riguardante l'intero territorio nazionale. Mi riferisco, tra l'altro, anche alle scelte riguardanti l'ubicazione delle strutture penitenziarie di nuova costruzione o delle quali è progettato l'ampliamento. In definitiva, ho ritenuto che occorresse procedere, quanto meno, alla sostituzione delle sedi di Latina e Catanzaro, optando, rispettivamente, per le città di Firenze e Benevento.». non è vero che Benevento sia più centrale e raggiungibile di Catanzaro per le 5 regioni del distretto meridionale, anzi per quanto riguarda le vie di comunicazione Catanzaro è collegata in modo efficace e funzionale con l'intero territorio nazionale attraverso un aeroporto , importanti scali ferroviari e strade di grande comunicazione; la scelta di Benevento comporterà sicuramente maggiori costi a carico dello Stato e maggiori disagi per gli utenti; inoltre non risponde a verità neanche l'affermazione che a Catanzaro non vi siano immobili disponibili mentre a Benevento la cosa sia già risolta: infatti il sindaco della città sannita, Fausto Pepe, in una conferenza stampa da lui tenuta il 29 dicembre 2006 afferma che ancora «si stà lavorando all'individuazione dell'edificio in collaborazione con la Provincia»; agli enti locali è demandato il compito di reperire un immobile adeguato e si deve evidenziare che Comune di Catanzaro, Provincia di Catanzaro e Regione Calabria non sono mai stati contattati dal Demanio per verificare la disponibilità dei suddetti Enti; inoltre il Comune di Catanzaro ha in essere una convenzione proprio col Ministero della Giustizia: qualche anno fa doveva essere ubicata nel capoluogo calabro la Scuola di Polizia Penitenziaria (poi insediata a Catania) e a motivo di quell'eventuale necessità il Comune trovò degli immobili e li offri al Ministero e a tutt'oggi quegli immobili sono disponibili; oltre al question time sopra menzionato sono state presentate diverse altre interrogazioni parlamentari sia alla Camera che al Senato; inoltre il Comune di Catanzaro, la Provincia di Catanzaro hanno, ognuno separatamente ed in modo autonomo, agito per le vie legali ricorrendo al TAR del Lazio; l'udienza per tutti e 3 i ricorsi al Tar del Lazio si è tenuta il 21 febbraio 2007; il Comune di Catanzaro ha chiesto al Presidente la fissazione dell'udienza per l'esame del merito al fine di ottenere una sollecita definizione della causa, riservandosi di depositare motivazioni aggiuntive avverso il provvedimento che revoca la istituenda sede stabile della prestigiosa Scuola per il distretto meridionale da Catanzaro a Benevento; una settimana dopo l'udienza del 21 febbraio il ministero ha stipulato una convenzione con Comune e Provincia di Benevento e con la Regione Campania al fine di reperire un immobile e destinarlo alla Scuola e cosi facendo cerca di determinare un «fatto acquisito»; nella città di Catanzaro ed in tutta la Calabria si sono registrati malumori così forti da aver indotto la popolazione a scendere in piazza in una manifestazione di protesta conclusa in Prefettura dove, una delegazione guidata dal sindaco della città Rosario Olivo, ha incontrato il Prefetto Montanaro che, secondo quanto risulta agli interroganti, ha condiviso le ragioni e ha garantito la sua «intercessione» presso il premier Prodi; molti sindaci di comuni calabresi hanno partecipato a quella manifestazione e tutti hanno espresso forte indignazione per un atto percepito in termini estremamente negativi; chi ci rimette in tutto questo sono evidentemente le finanze pubbliche, in quanto decentrando la Struttura da Catanzaro a Benevento lo Stato dovrà sopportare una spesa di gran lunga superiore per poter gestire i corsi di formazione per Magistrati; la vicenda continua a non esplodere a livello nazionale mentre sui media locali (tv e giornali calabresi) se ne parla ma la stampa e le tv nazionali non conoscono il caso e non ne fanno menzione; non va trascurato il fatto che la presenza della «Scuola» nel capoluogo calabrese, sarebbe anche un forte segnale della presenza dello Stato e sicuramente costituirebbe un incoraggiamento alla lotta alla criminalità che, notoriamente, affligge questa Regione -: se non ritenga urgente revocare il decreto n. 26 del 30 novembre 2006 in modo da ripristinare la decisione del precedente decreto interministeriale del 27 aprile 2006 permettendo, in tal modo, che la Scuola Superiore per la Magistratura venga istituita a Catanzaro, Capoluogo della Calabria. (4-02848)
Atto Camera Risposta scritta pubblicata martedì 24 luglio 2007 nell'allegato B della seduta n. 193 All'Interrogazione 4-02848
presentata da PEDICA Risposta. - Tra i criteri per l'esercizio della delega conferita al Governo per l'istituzione della Scuola superiore della magistratura, l'articolo 2, comma 2, lettera r) della legge 25 luglio 2005, n. 150 prevede «che vengano istituite sino a tre sedi della Scuola superiore della magistratura a competenza interregionale». Al riguardo, l'articolo 1, comma 5, del decreto legislativo 30 gennaio 2006, n. 26 (recante Istituzione della Scuola superiore della magistratura) stabilisce a sua volta che «Con decreto del Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze [...] vengono individuate tre sedi della Scuola: una per i distretti ricompresi nelle regioni Lombardia, Trentino-Alto Adige/Sudtirol, Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Piemonte, Liguria ed Emilia Romagna; una per i distretti ricompresi nelle regioni Marche, Toscana, Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise e Sardegna; una per i distretti ricompresi nelle regioni Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia». In attuazione del suddetto articolo 1, comma 5 è stato emanato il decreto ministeriale 27 aprile 2006, il quale prevedeva che le sedi della Scuola superiore della magistratura sarebbero state ubicate, rispettivamente, nella provincia di Bergamo, in quella di Latina e in quella di Catanzaro. Il successivo decreto ministeriale 30 novembre 2006 - modificando in parte qua il precedente decreto del 27 aprile 2006 - ha disposto che le sedi della Scuola superiore della magistratura saranno ubicate, rispettivamente, nella provincia di Bergamo, in quella di Firenze e in quella di Benevento. Tale decreto è stato impugnato - con distinti ricorsi - dal comune di Catanzaro, dall'amministrazione provinciale di Catanzaro e dalla Regione Calabria, nonché (in proprio) dai signori Feroleto, Zaccaro, Sacchi, Cardamone, Pizzarri, Caiazza e Tallini. Al riguardo, si osserva che il decreto ministeriale 27 aprile 2006 non stabilisce che la Scuola avrà sede nel comune di Catanzaro, ma si limita a prevedere che per i distretti compresi nelle regioni Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia, la scuola avrà sede «nella provincia di Catanzaro» (la quale comprende 80 comuni, uno dei quali - Lamezia Terme - ha una popolazione residente di poco inferiore a quella del comune di Catanzaro). Va, quindi, escluso che il provvedimento di revoca del decreto ministeriale 30 novembre 2006 sollecitato dall'interrogante produca, quale conseguenza immediata e diretta, l'istituzione della sede della scuola nella città di Catanzaro. Al fine di stabilire quali siano le località che soddisfano maggiormente i requisiti richiesti per l'ubicazione delle sedi della scuola sono state valutate le caratteristiche, le finalità e le necessità organizzative di quest'ultima. Quanto ai profili di merito relativi alla scelta della sede della scuola e, segnatamente, la centralità della località prescelta e l'esistenza di immobili demaniali idonei ad ospitare la sede della scuola, si osserva quanto segue. Assume in primo luogo rilievo l'effettiva distribuzione territoriale dei magistrati chiamati a partecipare ai corsi organizzati dalla sede meridionale della scuola (oltre un terzo dei magistrati ordinari - 1.250 su un totale di circa 3.600 - proviene dagli uffici giudiziari della Campania). In secondo luogo, va evidenziata la circostanza che coloro che sono chiamati a partecipare alle attività organizzate dalla scuola in qualità di docenti provengono da tutta Italia. In terzo luogo occorre tenere conto dei collegamenti disponibili con le località di provenienza dei partecipanti ai corsi; al riguardo è sufficiente ricordare che l'aeroporto di Lamezia Terme (che serve la città di Catanzaro), a differenza dell'aeroporto di Napoli Capodichino, non dispone di collegamenti quotidiani diretti con i capoluoghi dei distretti di corte d'appello delle regioni meridionali. Quanto al presupposto dell'inesistenza - nell'intero territorio della provincia di Catanzaro - di immobili demaniali idonei ad ospitare la sede della scuola, esso si fonda su una preventiva indagine conoscitiva svolta dal ministero presso l'Agenzia del demanio territorialmente competente. Viceversa, a seguito della sottoscrizione di un Protocollo d'intesa, in data 24 febbraio 2007, da parte del ministero della giustizia, del Presidente della provincia di Benevento, del sindaco del comune di Benevento e del Rettore dell'università del Sannio, la provincia di Benevento ha messo a disposizione, a titolo gratuito, un complesso immobiliare di sua proprietà, l'ex caserma militare «Guidoni», per un periodo di nove anni, rinnovabile per altri nove anni. Tale complesso immobiliare è stato oggetto di recenti interventi di ristrutturazione e messa a norma e, tuttora, sono in corso altri interventi. La provincia ha assunto, altresì, l'impegno di provvedere con oneri a suo carico agli ulteriori interventi che saranno richiesti dal ministero della giustizia. La provincia ed il comune di Benevento, tenendo esente il ministero da ogni impegno economico, si sono impegnati ad assicurare la copertura finanziaria relativa alla gestione ordinaria e straordinaria della sede, secondo le indicazioni e le necessità del ministero. Alla luce delle considerazioni che precedono si può dunque affermare che la scelta di sostituire la provincia di Catanzaro con quella di Benevento è sorretta, nel decreto ministeriale 30 novembre 2006, da motivazioni adeguate e sufficienti, sia con riferimento ai problemi logistici di collegamento della provincia di Catanzaro con le sedi giudiziarie dei distretti di riferimento, sia con riferimento alla mancanza - nell'intero territorio provinciale - di immobili demaniali idonei allo scopo. Ciò diversamente dal decreto ministeriale 27 aprile 2006, il quale, viceversa, non recava l'indicazione dei motivi che hanno indotto l'amministrazione ad ubicare nella provincia di Catanzaro una delle sedi della Scuola superiore della magistratura. La scelta effettuata risponde, pertanto, a criteri di buona amministrazione ed è definitiva, ogni valutazione essendo già stata operata con assoluta ponderazione in vista dell'emanazione del decreto. Inoltre, è questa la sede per rammentare che un chiaro segnale della presenza attiva delle istituzioni in un territorio in cui è forte la pressione della criminalità organizzata, si ricava con evidenza dalla convenzione stipulata in data 14 maggio 2007 tra il ministero dell'interno ed il ministero della giustizia, relativa al rafforzamento delle risorse delle strutture giudiziarie di Catanzaro e Reggio Calabria. La convenzione segue la sottoscrizione in data 16 febbraio 2007 del «Patto Calabria Sicura», tra il Vice Ministro dell'interno, il Presidente della Regione Calabria, il Presidente dell'amministrazione provinciale di Catanzaro ed il Presidente dell'amministrazione provinciale di Reggio Calabria. Il Patto definisce un piano di interventi urgenti, prioritariamente nelle aree di Lamezia Terme, di Gioia Tauro e della Locride, consistente nel potenziamento delle risorse umane e tecnologiche dell'apparato di prevenzione e contrasto anticrimine. Il Ministro della giustizia: Clemente Mastella.