Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00730 presentata da FASOLINO GAETANO (FORZA ITALIA) in data 13/03/2007
Atto Camera Interrogazione a risposta orale 3-00730 presentata da GAETANO FASOLINO martedì 13 marzo 2007 nella seduta n.125 FASOLINO. - Al Ministro dell'interno, al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che: vari organi di stampa hanno recentemente richiamato la vicenda di un esponente tristemente noto dei cosiddetti anni di piombo, Oreste Scalzone, tornato in Italia dopo 25 anni di latitanza in virtù della prescrizione dei reati a suo tempo commessi; la storia dello Scalzone è conosciuta: il 1 o marzo del 1968 partecipa agli scontri di Valle Giulia, nel 1969 fonda con Franco Piperno e Toni Negri il gruppo di potere operaio; successivamente aderisce ad Autonomia operaia. Arrestato nel 1977 viene condannato nel 1978. Fuggito in Francia nel 1981 vi è rimasto fino al febbraio 2007 ritornando, al termine della latitanza, in Italia; il 17 gennaio 2007 i giudici della I Corte d'Assise di Milano hanno deliberato che nei confronti di Oreste Scalzone non si possa più procedere per intervenuta prescrizione in relazione ai reati di partecipazione ad associazione sovversiva, banda armata e rapina; rientrato in Italia non era certo lecito attendersi da Oreste Scalzone un ravvedimento circa le proprie posizioni politiche né, tantomeno, ideologiche; anche se le regole democratiche e liberali che vigono nel nostro sistema dovrebbero istillare per lo meno il dubbio, in chi si proclama tuttora fautore della lotta armata, che tale tipo di scelta potrebbe, al limite, essere giustificato in un regime dittatoriale e mai e poi mai in uno Stato che consente a chiunque il libero esercizio delle proprie opinioni e di lottare, con metodi appropriati e rispettosi delle altrui idee, per il trionfo dei propri convincimenti; non era dunque lecito attendersi un ravvedimento ma, perlomeno, si poteva sperare in un dignitoso silenzio nei confronti dei parenti delle vittime del terrorismo che, invece, sono stati resi bersaglio di esecrabile ironia in virtù di un loro attuale impegno parlamentare; su Il Giornale del 5 giugno 2006 alla pagina 15, in un'intervista lo Scalzone afferma «non è il massimo della dignità no? Come parenti o peggio ancora, come ex terroristi ravveduti o dissociati pensare di non poter vivere senza andare nel teatro della politica istituzionale, con relativi emolumenti». A Giano dell'Umbria lo Scalzone parrebbe coinvolto nell'attività di una non meglio identificata ma certamente fantasiosa «Repubblica di Frigolandia» alla quale sarebbe stata affidata la struttura dell'ex colonia di Giano con annessa pineta, di proprietà comunale; l'aspetto comunque, che ha maggiormente colpito l'interrogante è il comportamento attuale dello Scalzone, ancora irridente verso l'ordinamento democratico, specie se confrontato con le immagini e le sofferenze dello stesso durante il periodo della detenzione in Italia; lo Scalzone fu colpito allora da una grave forma depressiva con rilevanti fenomeni anoressici determinati dal regime carcerario; molti studiosi e politici inoltrarono petizioni e messaggi per l'immediata scarcerazione e l'interrogante stesso ne rimase profondamente turbato dal suo personale osservatorio di cittadino e di medico; le immagini dello Scalzone pubblicate sui giornali di allora evidenziavano la figura di un uomo devastato dalla sofferenza e tutti compresero, facendolo proprio, il dramma di un personaggio dimostratosi fragile e vulnerabile alla prova decisiva della carcerazione; poi, tra confusi sviluppi, cui non fu estraneo il clima di generale pietas nei confronti di un caso divenuto umano e medico, nonostante i trascorsi di banda armata, associazione sovversiva e rapina, lo Scalzone riuscì a riparare in Francia evitando quel carcere che l'aveva sì duramente provato; stupiscono pertanto l'atteggiamento attuale, la rinnovata sicumera, lo spregio per le vittime e i loro parenti che onorano le istituzioni con impegno diretto; specie dopo la recente scoperta di una nuova banda armata legata alle BR in cui ben otto esponenti sui quindici arrestati fanno parte del più grande sindacato della sinistra, appare assolutamente necessario che, ad avviso dell'interrogante, la CGIL si esprima nettamente contro chiunque proclami ancora l'adesione alla lotta armata -: se risultino avviate indagini in merito alla vicenda segnalata in premessa. (3-00730)