Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00479 presentata da DE ANGELIS MARCELLO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 14/03/2007
Atto Senato Interrogazione a risposta orale 3-00479 presentata da MARCELLO DE ANGELIS mercoledì 14 marzo 2007 nella seduta n.123 DE ANGELIS, SAIA, BUTTI, TOTARO, PARAVIA - Ai Ministri dell'interno e della giustizia - Premesso che: con la legge 30 marzo 2004, n. 92, recante "Istituzione del «Giorno del ricordo» in memoria delle vittime delle foibe, dell'esodo giuliano-dalmata, delle vicende del confine orientale e concessione di un riconoscimento ai congiunti degli infoibati", il Parlamento italiano ha istituito il 10 febbraio quale "Giorno del ricordo" al fine di conservare e rinnovare la memoria dell'immane tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale; l'approvazione della suddetta legge rientra nell'operazione di ricostruire una memoria comune di tutti gli italiani; l'articolo 1 della legge citata, al comma 2, precisa che: "Nella giornata [del ricordo] sono previste iniziative per diffondere la conoscenza dei tragici eventi presso i giovani delle scuole di ogni ordine e grado. È altresì favorita, da parte di istituzioni ed enti, la realizzazione di studi, convegni, incontri e dibattiti in modo da conservare la memoria di quelle vicende"; da notizie diffuse dai mezzi di stampa si è appreso che alcune amministrazioni locali (La Spezia, Ancona ed altre), in occasione della ricorrenza e della commemorazione del "Giorno del ricordo" hanno invitato personaggi noti per le loro ricostruzioni di stampo negazionista della pulizia etnica subita dagli italiani della Venezia-Giulia e che tendono a ridurre tutta la tragedia ad un episodio di vendetta legittima e a rimuovere, o a far scomparire del tutto, le responsabilità ideologiche e le motivazioni razziali del tentativo di genocidio subito dai nostri connazionali; nella città di Roma, in concomitanza con la citata celebrazione, è apparso un manifesto firmato dal coordinamento romano di Rifondazione comunista che attaccava il Presidente della Repubblica per la sua pubblica condanna della pulizia etnica subita dagli istriani e dalmati e ribadiva la versione negazionista veicolata dalla propaganda dell'allora PCI all'indomani dei fatti criminosi e nello specifico, che vittime degli infoibamenti sarebbero stati "solo" alcune centinaia di fascisti che avevano così espiato la colpa dei supposti maltrattamenti subiti dalle popolazioni slave ad opera del regime e che i 360.000 profughi fuggiti all'incalzare altro non fossero che altrettanti collaborazionisti in fuga dalla "giusta vendetta", gli interroganti chiedono di sapere: se i Ministri in indirizzo non ritengano di adottare provvedimenti di competenza volti a prevedere, in analogia a quanto stabilito dal decreto-legge 26 aprile 1993, n. 122, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 giugno 1993, n. 205, recante "Misure urgenti in materia di discriminazione razziale, etnica e religiosa", severe misure sanzionatorie nei confronti di chi nega ovvero riduce la portata del genocidio in Istria e in Dalmazia; se non ritengano, sulla scia del dibattito da lui stesso sollevato con la proposta di emanare una legge specifica contro il negazionismo dei genocidi, che sia il caso di iniziare da chi neghi il genocidio che più da vicino ha toccato la nostra Comunità nazionale. (3-00479)