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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XV Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/00483 presentata da MARINELLO GIUSEPPE FRANCESCO MARIA (FORZA ITALIA) in data 24/04/2007

Atto Camera Interpellanza 2-00483 presentata da GIUSEPPE FRANCESCO MARIA MARINELLO martedì 24 aprile 2007 nella seduta n.149 Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro della giustizia, per sapere - premesso che: in ordine alle decisioni del Ministro della giustizia sull'ordinamento dei giudici di pace che hanno provocato grave sconcerto tra la stessa categoria dei giudici che ha annunciato l'intenzione di procedere ad un lungo sciopero che paralizzerebbe l'amministrazione della giustizia nel nostro Paese a tutto discapito dei nostri cittadini; in particolare le associazioni nazionali della categoria dei giudici di pace lamentano la limitazione dell'età massima da 75 a 70 anni, la rinnovabilità del mandato, i trasferimenti obbligatori in diversi circondari del Tribunale dopo otto anni di servizio, la soppressione del coordinatore e la negazione di tutela previdenziale o assistenziale e nessun aumento o razionalizzazione delle indennità; in particolare l'interpellante sottolinea la necessità di un intervento rapido del Ministro per fare fronte ai problemi evidenziati dalle associazioni dei giudici di pace che costituiscono, ormai, un importante punto di riferimento per l'amministrazione della giustizia del nostro Paese; infatti, il supposto annuncio delle categorie, di procedere ad uno sciopero nazionale, produrrebbe un grave danno per i cittadini e per la credibilità giudiziaria del nostro Paese con forti ripercussioni in ordine alla celerità dei procedimenti e all'amministrazione della giustizia in genere; l'interpellante auspica ancora che l'incontro del Ministro con le associazioni nazionali dei giudici di pace previsto per il 24 di aprile prossimo porti ad una rivalutazione delle decisioni assunte dallo stesso Ministro e scongiuri l'ipotesi dello sciopero nazionale dei giudici di pace che produrrebbe effetti gravi, come già sottolineato in precedenza, sull'amministrazione della giustizia del nostro Paese; i giudici di pace costituiscono, ormai, da lungo tempo, un punto di riferimento fondamentale per l'amministrazione della giustizia e hanno garantito, con il loro competente ed apprezzato lavoro, una giustizia efficiente e celere a vantaggio dei cittadini del nostro Paese; l'istituzione e la presenza dei giudici di pace, rappresenta per i cittadini un punto fermo del nostro ordinamento giudiziario anche in relazione all'articolo 24 della Costituzione, secondo cui tutti i cittadini possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi, quindi la loro valorizzazione e la loro tutela costituisce, senza ombra di dubbio, un dovere fondamentale per uno Stato di diritto come è il nostro ed è fondamentale riconoscere il loro ruolo e la loro funzione in relazione alla domanda di giustizia che proviene, sempre con maggiore intensità, da parte dei nostri cittadini; è, quindi, indispensabile che il Ministro valuti con la dovuta attenzione e accolga le richieste formulate dalle associazioni dei giudici di pace, venga ricomposta questa «diatriba» e permetta ai giudici di pace di poter svolgere al meglio il loro lavoro con le dovute tutele e riconoscendo loro il ruolo importante che attualmente svolgono per l'amministrazione della giustizia del nostro Paese -: quali siano le intenzioni del Ministro in ordine alle richieste dell'associazione dei giudici di pace espresse in premessa e se non sia necessario accoglierle per scongiurare uno sciopero dei giudici di pace che produrrebbe effetti gravi per l'amministrazione della giustizia del nostro Paese; quali siano, inoltre, le valutazioni del Ministro in relazione al ruolo fondamentale che rivestono i giudici di pace per i nostri concittadini e se non sia indispensabile valorizzare il loro ruolo e la loro funzione. (2-00483) «Marinello».

 
Cronologia
venerdì 20 aprile
  • Politica, cultura e società
    Si svolge a Roma il Congresso della Margherita, che si conclude con la decisione di confluire nel Partito democratico.

mercoledì 2 maggio
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva, in seconda lettura, la proposta di legge costituzionale Modifica all'articolo 27 della Costituzione, concernente l'abolizione della pena di morte (C.193-B), che sarà approvata definitivamente dal Senato il 25 settembre (legge costituzionale 2 ottobre 2007, n. 1).