Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00582 presentata da BOATO MARCO (VERDI) in data 06/06/2007
Atto Camera Interpellanza 2-00582 presentata da MARCO BOATO mercoledì 6 giugno 2007 nella seduta n.165 Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro della giustizia, per sapere - premesso che: l'ergastolo è la massima pena prevista nell'ordinamento giuridico italiano e, secondo l'articolo 22, primo comma, del codice penale «La pena dell'ergastolo è perpetua, ed è scontata in uno degli stabilimenti a ciò destinati, con l'obbligo del lavoro e con l'isolamento notturno»; dalla pubblicazione del Dipartimento Amministrazione Penitenziaria del Ministero della giustizia «Dati statistici sulla popolazione penitenziaria - Effetti indulto» risulta che, al dicembre 2006, il numero dei condannati a scontare il carcere a vita è di 1.237 persone, l'otto per cento sul totale della popolazione carceraria; su la Repubblica del 31 maggio 2007 è apparso sotto il titolo «La rivolta degli ergastolani "Condannateci a morte"» un articolo che riporta stralci di una drammatica lettera indirizzata al Presidente della Repubblica da parte di 310 condannati all'ergastolo in cui provocatoriamente chiedono che «la nostra pena all'ergastolo sia tramutata in pena di morte» perché «all'ergastolano rimane solo la vita. Ma la vita senza futuro è meno di niente (...). L'ergastolo è una pena stupida perché non c'è persona che rimanga la stessa nel tempo»; nelle precedenti legislature e nell'attuale sono state presentate, nei due rami del Parlamento, diverse proposte di legge finalizzate all'abolizione dell'ergastolo e all'applicazione, in luogo di questo, di una pena di 30 anni di reclusione; una parlamentare che si era rivolta al Presidente della Repubblica a nome dei 310 ergastolani autori della lettera sopra citata, ha ricevuto risposta attraverso il Segretario Generale della Presidenza della Repubblica, Donato Marra, in cui si afferma - sempre secondo il citato articolo de la Repubblica - che: «Il Capo dello Stato guarda con grande attenzione ai temi della giustizia e, tra questi, a quelli che attengono alla libertà delle persone e alla funzione delle pene. Più volte il Presidente ha auspicato un "ripensamento dell'intero sistema sanzionatorio e della gestione delle pene". Le soluzioni di tali problemi, allo stato molto controverse, sono però di stretta competenza degli organi parlamentari e di governo che sapranno affrontarli con spirito costruttivo e la tensione ideale che richiedono»; la Costituzione all'articolo 27, comma 3, recita: «Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato»; da notizie di agenzie di stampa del 31 maggio 2007, si apprende che nella bozza di disegno di legge contenente la delega al Governo per l'emanazione della parte generale di un nuovo codice penale, composta da 57 articoli, all'articolo 30 è prevista l'abolizione dell'ergastolo e, dichiara il Presidente della Commissione ministeriale per la riforma del codice penale, Giuliano Pisapia, «rispetto alla proposta dell'abolizione dell'ergastolo ricordo che contro il "fine pena mai" si sono espressi autorevoli politici e giuristi, da Terracini ad Aldo Moro. In particolare lo statista Dc, negli anni in cui era dilagante il terrorismo e la criminalità organizzata, durante una lezione universitaria, dopo aver fatto una vera e propria requisitoria contro la pena di morte, ha equiparato la pena di morte e la pena dell'ergastolo». «Nel pieno rispetto di tutte le posizioni, è indispensabile, in ogni caso - aggiunge Pisapia - affrontare al più presto la riforma del sistema penale e, in particolare, del sistema sanzionatorio e confrontarsi anche, ma non solo esclusivamente, su un tema così delicato e difficile quale quello del "fine pena mai", senza strumentalizzazioni o demonizzazioni ma cercando una soluzione, il più possibile condivisa, che sappia conciliare il rispetto dei principi costituzionali col dovere di garantire la sicurezza di tutti. Certo è che - conclude - indipendentemente dal mantenimento o meno della pena dell'ergastolo, non è più procrastinabile dare al nostro Paese un codice penale non fallimentare e inefficace quale quello attuale» -: quale sia il giudizio del Ministro della giustizia sulle questioni poste nella lettera indirizzata al Presidente della Repubblica da parte di 310 ergastolani, sul citato «ripensamento dell'intero sistema sanzionatorio e della gestione delle pene» e, in particolare, sull'ipotesi di superamento della pena dell'ergastolo. (2-00582) «Boato».