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Documenti ed Atti

XV Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00959 presentata da GIOVANARDI CARLO (UDC (UNIONE DEI DEMOCRATICI CRISTIANI E DEI DEMOCRATICI DI CENTRO)) in data 07/06/2007

Atto Camera Interrogazione a risposta orale 3-00959 presentata da CARLO GIOVANARDI giovedì 7 giugno 2007 nella seduta n.166 GIOVANARDI. - Al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che: risulta all'interrogante che negli ultimi tre anni il collegio provinciale degli agrotecnici di Rovigo è stato investito da burrascose vicende; in data 20 marzo 2005 gli agrotecnici Ferrighi, Modenese, Stocco, Calesella, Tadiello, Ferri, Baroncini, Braiato, Aglio, Tescaro hanno depositato un esposto riguardante l'attività disciplinare contro tutti loro, intrapresa dal Commissario straordinario Davide Neri per esaudire la richiesta dell'agrotecnico Paola Finardi; il Ministero della giustizia, in più occasioni, ha richiamato il Commissario straordinario Neri inibendogli lo svolgimento di attività disciplinare; nonostante i divieti del Ministero lo stesso Neri avviava, e trasferiva poi a mandato scaduto, tutti i procedimenti disciplinari al collegio di Milano-Lodi; in data 24 giugno 2005, con nota prot. n. 12, i medesimi agrotecnici segnalavano nuovamente l'irregolarità dell'azione disciplinare con tutti i vizi procedurali ed amministrativi ad essa connessi; in data 21 ottobre 2005, prot. 13, veniva nuovamente segnalata l'azione disciplinare intrapresa e continuata a danno degli agrotecnici di Rovigo, dai componenti dei Collegio provinciale degli agrotecnici ed agrotecnici laureati di Milano-Lodi; in data 4 novembre 2005 gli agrotecnici di Rovigo hanno provveduto ad inoltrare ricorso con procedura d'urgenza, ex articolo 700 del codice di procedura civile onde inibire l'attività illegittima posta in essere arbitrariamente dal collegio di Milano-Lodi; nelle more del ricorso, il collegio di Milano-Lodi provvedeva comunque, e senza istruttoria ed interpello degli incolpati, ad irrogare pesanti sanzioni disciplinari di radiazione e sospensione arrecando loro grave danno; essendo gli stessi agrotecnici componenti del consiglio provinciale ed il collegio dei revisori dei conti dell'ordine territoriale, quei provvedimenti disciplinari hanno conseguentemente investito l'intero collegio dei revisori dei conti e la maggioranza dei consiglieri, causandone il decadimento immediato; le motivazioni di illegittimità, ampiamente segnalate dagli interessati al Ministero di giustizia risultano all'interrogante essere legate soprattutto all'impossibilità per l'ordine degli agrotecnici di attivare procedure di giudizio in concorrenza alle competenze attribuite alla giustizia ordinaria ed in assenza dell'apposito riconoscimento attribuito dalla Costituzione italiana agli ordini preesistenti la sua approvazione; l'ordine degli agrotecnici viene infatti istituito con legge 251/86 (ben oltre il 1947) senza attribuzioni speciali abilitanti l'esercizio dell'attività disciplinare. Tuttavia tali procedimenti disciplinari risultano attivati anche in palese violazione del regolamento comunque adottato dal consiglio nazionale, sia per infondatezza delle attribuzioni, che per il mancato coinvolgimento degli incolpati nel procedimento e la loro inibizione alla legittima difesa, oltreché eseguiti da ente incompetente sia per ambito territoriale che per sua composizione; tutti gli agrotecnici afflitti dalle abnormi sanzioni disciplinari hanno provveduto ad inoltrare immediatamente ricorso gerarchico al Collegio nazionale degli agrotecnici in data 29 dicembre 2005 (con notifiche certificate entro il 4 gennaio 2006), con contestuale istanza di ricusazione dell'intero consiglio per la pendenza di un ricorso al Tar Lazio e per l'esistenza di liti pendenti quindi delle condizioni previste dall'articolo 51 del codice di procedura civile; nonostante ciò il Collegio nazionale trattiene tutti i ricorsi e ad oggi (dopo oltre un anno) non dispone alcunché nemmeno la valutazione dell'istanza di ricusazione e la nomina del relatore; in data 2 agosto 2006 tutti i citati agrotecnici notificano, per il tramite del loro avvocato, al Ministero di giustizia una memoria dettagliata sulla posizione dei ricorsi gerarchici e ne deduce il loro completo decadimento con istantanea reintegra di tutti gli agrotecnici nella posizione giuridica rivestita sino alla data della loro emanazione; ad oggi neanche li Ministero ha provveduto ad elaborare alcuna considerazione al riguardo (dopo oltre 5 mesi): tutto questo è stato segnalato con una interrogazione del sottoscritto interrogante già nel mese di marzo a cui non è seguita risposta; oggi dopo ben 18 mesi dalla presentazione dei ricorsi gerarchici e dopo 10 mesi dalla presentazione delle memorie a firma dell'avvocato Alberghini, nonché dopo 3 mesi dalla mia interrogazione (a risposta orale) sull'argomento in questione, il Collegio nazionale agrotecnici ha straordinariamente disposto la nomina di un consiglio ad acta in sostituzione di se stesso, poiché completamente incompatibile con la questione in esame, e si appresta a discutere i ricorsi presentati agli inizi di gennaio 2006; tale commissione è stata costituita mediante apposita ed, ad avviso dell'interrogante, irrituale riforma del regolamento professionale senza che essa abbia ottenuto alcuna legittimazione del Ministero di giustizia, organo vigilante in materia di ordini professionali, (il regolamento professionale viene così ad essere modificato in funzione di necessità particolari e/o impellenti senza un iter procedurale legittimante); all'interrogante sembra che il Ministero, nonostante le numerose segnalazioni ricevute, abbia tralasciato di verificare e vigilare sull'operato del Collegio nazionale, così come prevede il compito istituzionale di vigilanza attribuitogli, e soprattutto che non abbia considerato le richieste e le memorie depositate dagli agrotecnici vittime dell'operato dei Collegio nazionale, delineando così un'assenza di controllo sull'operato dei Collegio nazionale agrotecnici; al riguardo occorre considerare, inoltre i seguenti elementi: tutti gli agrotecnici vittime dei provvedimenti disciplinari svolgevano attività concorrenti a quelle delle cooperative Agrifuturo, il commissario straordinario che ha attivato i procedimenti disciplinari è socio amministratore e dipendente delle cooperative Agrifuturo, l'agronomo Finardi che ha dato inizio a tutta la vicenda (commissariamento e procedimenti disciplinari) è socio della cooperativa Agrifuturo, gli stessi componenti la nuova «commissione ad acta » sono soci di Agrifuturo (alcuni degli agrotecnici colpiti dai provvedimenti disciplinari sono stati in passato soci lavoratori della cooperativa Agrifuturo e successivamente estromessi senza alcuna motivazione), cooperative di riferimento del presidente; una simile composizione della commissione disciplinare costituita ad hoc dal collegio nazionale, proprio per il suo stretto legame d'affari con il presidente nazionale, non può certamente garantire uno svolgimento imparziale e legittimo dell'incarico attribuitogli -: se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno che vengano annullati tutti i provvedimenti disciplinari adottati dal collegio di Milano-Lodi per le motivazioni di illegittimità sopra descritte, anche valutando le memorie prodotte dall'avvocato in nome e per conto degli agrotecnici colpiti dai citati provvedimenti; se il Ministro non ritenga opportuno intraprendere le necessarie procedure di verifica sull'operato del Collegio nazionale degli agrotecnici ed agrotecnici laureati, anche al fine di predisporre adeguate procedure disciplinari; se non ritenga che debba essere disposta la completa sostituzione della commissione disciplinare ad acta , con una commissione ministeriale super partes , per le gravi ragioni di incompatibilità su descritte; se non ritenga che debbano venire attivate adeguate misure di controllo sull'operato del collegio nazionale degli agrotecnici finalizzate a ricondurre la gestione della categoria a quei principi deontologici di imparzialità, dignità e decoro che le si addicono.(3-00959)

 
Cronologia
sabato 12 maggio
  • Politica, cultura e società
    Si svolge a Roma in piazza San Giovanni il Family Day, la giornata della mobilitazione cattolica per la famiglia. Contemporaneamente si svolge una manifestazione in piazza Navona denominata Coraggio Laico, che ricorda la maggioranza del NO al referendum sul divorzio del 12 maggio 1974.

sabato 9 giugno
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Il presidente Presidente degli Stati Uniti George W. Bush si reca in visita ufficiale in Italia