Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00617 presentata da DELFINO TERESIO (UDC (UNIONE DEI DEMOCRATICI CRISTIANI E DEI DEMOCRATICI DI CENTRO)) in data 20/06/2007
Atto Camera Interpellanza 2-00617 presentata da TERESIO DELFINO mercoledì 20 giugno 2007 nella seduta n.173 I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro della giustizia, per sapere - premesso che: l'articolo 7 del contratto di lavoro delle Forze di Polizia ad ordinamento civile, approvato con decreto del Presidente della Repubblica n. 254 del 1999 e successive integrazioni, stabilisce che il personale di polizia penitenziaria che ne abbia fatto domanda, per gravissimi motivi di carattere familiare o personale adeguatamente documentati, possa essere assegnato provvisoriamente anche in sovrannumero all'organico in altra sede di servizio, senza oneri a carico dell'amministrazione e per un periodo non superiore a sessanta giorni rinnovabile; tali distacchi ad altra sede, motivati da circostanze comprovate e gravi, costituiscono per il personale di polizia penitenziaria l'unica «valvola di sfogo» e una possibilità irripetibile per gli appartenenti al corpo di polizia penitenziaria che si trovano a centinaia di chilometri dai propri affetti e dai propri interessi di adempiere ad incombenze urgenti e non differibili quali anche l'assistenza a propri familiari affetti da gravi patologie; oltre ai distacchi per gravi e documentati motivi del personale di polizia penitenziaria per periodi limitati, presso l'amministrazione penitenziaria sono disposti soprattutto dal nord al sud, in numero assai maggiore dei precedenti e nell'ordine di migliaia di casi, ulteriori distacchi di personale del corpo a sedi diverse da quelle di appartenenza e senza oneri a carico dell'amministrazione, che spesso hanno durata illimitata nel tempo, pur non sussistendo motivazioni né documentazioni che ne giustifichino la concessione; di recente, a causa della crescente carenza di organico verificatasi presso gli istituti penitenziari del nord, l'amministrazione penitenziaria ha disposto per il «blocco» e per la «sospensione» dei distacchi di sede del personale di polizia penitenziaria verso gli istituti del centro-sud, ma tale provvedimento ha inciso ed inciderà proprio sulle situazioni connotate da comprovate e gravi motivazioni e non anche e soprattutto, come si sarebbe dovuto per equità e trasparenza, nelle situazioni in cui il distacco di sede perdura da lungo tempo e non sussiste alcuna concreta ragione a suffragio dello stesso; tale disposizione sta comportando disagi e malcontenti nel personale di polizia penitenziaria che ravvisa nella stessa l'ennesima disparità di trattamento tra gli appartenenti al corpo, in quanto assunta in danno dei più deboli e bisognosi ed a favore di non pochi privilegiati; né la disposizione in parola, si ritiene, potrà andare ad alleviare le carenze di organico degli istituti penitenziari del nord o ad aumentarne le condizioni di funzionalità ed efficienza, tenuto conto del disagio di coloro che pur in possesso dei necessari requisiti contrattualmente stabiliti, dovranno permanere in servizio in tali istituti -: se il Ministro interrogato non ritenga di intervenire presso l'amministrazione penitenziaria per il ripristino della norma contrattuale in materia di distacchi del personale di polizia penitenziaria per gravi e comprovati motivi nonché per la puntuale attuazione della normativa vigente in materia di ricongiungimento familiare; se il Ministro interrogato, rispetto alle migliaia distacchi del personale di polizia penitenziaria anche con esigua anzianità di servizio, soprattutto dagli istituti del nord a quelli del sud, senza alcuna motivazione e che perdurano da anni, non ritenga di dover intervenire provvedendo nei casi più eclatanti, per il rientro nelle sedi di provenienza. (2-00617) «Delfino, Mazzoni».