Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00618 presentata da DELFINO TERESIO (UDC (UNIONE DEI DEMOCRATICI CRISTIANI E DEI DEMOCRATICI DI CENTRO)) in data 20/06/2007
Atto Camera Interpellanza 2-00618 presentata da TERESIO DELFINO mercoledì 20 giugno 2007 nella seduta n.173 I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro della giustizia, per sapere - premesso che: molteplici sono gli incarichi del personale di polizia penitenziaria all'interno ed all'esterno delle infrastrutture penitenziarie, tra i quali notevole rilevanza, anche attinente l'ordine e la sicurezza pubblici, assume il servizio delle traduzioni dei detenuti da e per gli istituti penitenziari e verso le aule di giustizia, mediante un contingente di oltre 6.000 donne e uomini del corpo sul territorio nazionale; è indubbio che la gestione dei nuclei operativi delle traduzioni, che in alcuni istituti penitenziari impiegano quotidianamente anche 200 unità di polizia penitenziaria, richiede il disimpegno di capacità ed esperienze professionali non comuni da parte di coloro che, appartenenti nella stragrande maggioranza dei casi al ruolo degli ispettori, vi svolgono le funzioni di coordinatori; è, peraltro, invalsa l'abitudine nell'amministrazione penitenziaria, come di recente nell'ambito dell'assegnazione di 143 vice commissari del ruolo ordinario di polizia penitenziaria alle sedi di istituti penitenziari, di procedere all'avvicendamento, dall'oggi al domani e anche senza motivazione, dei predetti ispettori che hanno svolto, per anni e con assoluto profitto per la stessa amministrazione, le funzioni di coordinatori dei predetti nuclei operativi delle traduzioni; i repentini avvicendamenti dei coordinatori dei nuclei operativi delle traduzioni, come detto anche non motivati da esigenze reali, sono la diretta conseguenza della preoccupante e annosa tendenza dell'amministrazione penitenziaria, diversamente da quanto avviene per il personale dei profili tecnico-amministrativi della stessa amministrazione, a non riconoscere in alcun modo, ovvero a ritenere di minima rilevanza, le professionalità disimpegnate dal personale di polizia penitenziaria, anche nel caso in cui è proprio grazie alle comprovate capacità ed allo spirito di sacrificio di tale personale che sono garantite idonee condizioni di sicurezza, legittimità ed efficienza in un servizio così delicato ed importante -: se il Ministro interrogato non ravvisi in tale prassi i rischi per le ingiustificate perdite di professionalità, attitudini e spirito di sacrificio fuori dal comune di cui la polizia penitenziaria e soprattutto l'amministrazione penitenziaria si è avvalsa e tuttora si avvale con indubbia utilità per l'Istituzione; se il Ministro interrogato non ritenga necessario provvedere per opportuni riconoscimenti, oltre che di carattere economico anche di carriera, per il personale di polizia penitenziaria nominato per lunghi periodi coordinatore dei nuclei operativi delle traduzioni e se non sia il caso di disporre per l'adozione di idonei correttivi che impediscano che tale personale possa essere sostituito nell'incarico in maniera assolutamente discrezionale. (2-00618)«Delfino, Mazzoni».